L’aiuto dei sacerdoti stranieri in Diocesi

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C’è chi è vicario parrocchiale, chi aiuta nella pastorale, chi è in diocesi per motivi di studio e chi segue i propri connazionali.
Sono 15 i presbiteri non italiani presenti sul territorio della Diocesi di Imola e per le comunità in cui operano rappresentano un aiuto concreto, spesso fondamentale.

«Quando arrivai in diocesi c’erano una decina di nostri sacerdoti, su 120, che risiedevano fuori diocesi – commenta monsignor Tommaso Ghirelli, vescovo emerito di Imola, sotto il cui episcopato sono arrivati tutti i 15 sacerdoti stranieri presenti ad oggi-. Con il passare del tempo si è rovesciata la situazione: abbiamo sacerdoti da fuori diocesi che sono qui presenti tra noi. In particolare sono preti studenti: un nuovo scambio che sta crescendo a livello internazionale. Da un lato le Diocesi italiane ed europee soffrono una certa carenza di clero, dall’altra invece le chiese giovani hanno abbondanza. Noi abbiamo mandato sacerdoti in Brasile e adesso ne arrivano dall’Africa, dall’India e dal Sudamerica per aiutare le nostre parrocchie».

Nell’approfondimento dedicato al tema, la testimonianza di padre JoseTherooparambil, da più di 11 anni è fulcro della comunità di Madonna delle Stuoie a Lugo e quella molto particolare di padre Henry Bright (per tutti padre Enrico) cappellano dell’ospedale Santa Maria della Scaletta di Imola da un anno e 4 mesi.

A loro si affianca l’esperienza di don Marco Bassi, arciprete di Castel Bolognese e un intervento sul tema del vescovo monsignor Giovanni Mosciatti.



Un approfondimento imperdibile, per portare alla luce un tema che riguarda da vicino la vita quotidiana della nostra Diocesi.
Dove? A pagina 2 e 3 de Il Nuovo Diario Messaggero in edicola, ovviamente!