Quel che resta del muro

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Se è vero che le date fanno la storia, gli anniversari servono per mantenerne la memoria dello Spirito degli eventi. Sabato prossimo, 9 novembre si ricorderanno i 30 anni della caduta del muro di Berlino. Ma possiamo dire che è davvero caduto? Per certi aspetti possiamo dire di sì. Ricordo ad esempio i cambiamenti anche nelle materie scolastiche, come geografia, che di lì a poco si sarebbero resi necessari. Si respirava un’aria di novità e di libertà, con una prospettiva che si apriva al futuro. Era come se a noi giovani ventenni venisse offerto un nuovo quaderno su cui scrivere la nuova storia, senza guerre fredde e con il desiderio di conoscere l’altra metà di Europa. Uno degli artefici di quel crollo fu certamente un uomo venuto da lontano: un papa che aveva lavorato e sapeva bene cosa succedeva ‘oltre cortina’. Giovanni Paolo II era convinto che le radici cristiane dell’Europa non fossero solo ad Occidente, ma anche ad Est e che il nostro continente potesse respirare a due polmoni. Non a caso sotto il suo pontificato l’Europa cresce, si allarga, adotta la moneta comune. Ma papa Wojtyla comincia a parlare subito anche della “secolarizzazione lacista” dell’Europa e dei guai che il liberalismo porta come era avvenuto per il comunismo. “Il momento è propizio – disse al corpo diplomatico della Santa Sede il 13 gennaio 1990 – per raccogliere le pietre dei muri abbattuti e costruire insieme la casa comune”. Ma sono ancora molti i muri da abbattere, sia tra i popoli che all’interno della società e della comunità cristiana. Quella notte di 30 anni fa, cioè, non fu solo la fine di un periodo storico, ma l’inizio di nuove sfide che l’Occidente forse non aveva previsto e che lo hanno messo sempre più in difficoltà. Globalizzazione, populismo, tecnologie informatiche, sovranismo: queste sono alcune pietre di un nuovo muro che quotidianamente viene innalzato. Ci sono date simboliche che rimandano ad altrettanto eventi simbolici. Il muro crolla il 9 novembre 1989, giorno della dedicazione della Basilica lateranense La bandiera rossa viene ammainata dal Cremlino il 25 dicembre 1991. Coincidenze? A 30 anni di distanza da quella notte, ancora oggi risuona l’invito ai cristiani e ogni uomo di buona volontà perché prendano i mattoni della libertà e della giustizia per costruire insieme quella casa comune che era il sogno di quel primo papa venuto da lontano.

Don Tiziano Zoli,
direttore Ufficio comunicazioni sociali
Diocesi di Faenza-Modigliana