Insegnanti rimettiamoci all’opera!

68

Gli insegnanti, compresi quelli di religione, sono tenuti annualmente a partecipare ad alcuni corsi di aggiornamento. Per questo l’ufficio della pastorale scolastica organizza alcuni momenti di formazione rivolti specificatamente agli irc (insegnanti di religione cattolica). A giugno ci siamo incontrati con il professor Nicoli dell’Università Cattolica di Brescia, che ci ha aiutato a comprendere meglio le problematiche e le sollecitazioni che l’attuale situazione socio-culturale ci fa e che richiede un rinnovato atteggiamento affinché l’insegnamento non sia appena una trasmissione di nozioni ma una occasione di crescita per gli alunni e anche per i docenti. Si è trattato di un momento particolarmente significativo che ha messo in evidenza l’esigenza di ritrovarci per vedere quali sollecitazioni ci ha trasmesso tale incontro. Nel dialogo con un certo numero di docenti ci siamo resi conto che tale esigenza non è solo degli irc ma di tutti, perciò abbiamo allargato l’invito a tutti gli insegnanti interessati. Ma c’è un altro fattore che è intervenuto e che non potevamo non prendere in considerazione: lo “tsunami” Giovanni Mosciatti, dal 13 luglio vescovo di Imola! Mercoledì 16 ottobre, nella chiesa di San Pio in Imola oltre 300 insegnanti hanno dialogato intensamente con lui per quasi due ore in un clima di attenzione che ha sorpreso tutti, me compreso. È apparso evidente che tutti noi eravamo chiamati a confrontarci non appena con la struttura istituzionale della chiesa e neppure con l’illuminato di turno, ma con una persona che al problema educativo ha dedicato gran parte della sua vita. Per questo si è trattato di vero e proprio, autentico, dialogo. In queste poche righe non credo sia utile (e forse neppure possibile!) riportare tutti i passaggi e le sollecitazioni che le varie domande hanno fatto emergere. Piuttosto credo sia importante cogliere una sottolineatura di metodo che il nostro vescovo ha reso evidente. Gli insegnanti che hanno riportato le loro testimonianze, e pure le domande, che il compito educativo fa emergere. Si sono trovati davanti ad una persona che non ha la preoccupazione di dare risposte preconfezionate ma ad un uomo che, proprio a partire dalla sua esperienza, ha chiara consapevolezza che si può educare in un solo modo: favorire l’emergere di quelle domande che spalancano alla realtà e in essa fanno scoprire ciò (o meglio Colui!) che prende sul serio tutto della vita, comprese le inquietudini che sono proprie dell’età giovanile, e che tante volte noi adulti rischiamo di considerare come tappe da superare invece che fattori determinanti di ogni periodo dell’esistenza umana. Ciò che mi ha particolarmente colpito è stata la constatazione del clima che nel corso dell’incontro è cresciuto al punto che avremmo potuto continuare ancora per molto tempo. Credo che sia stata una interessante sollecitazione a rimetterci all’opera affinché tutti, giovani e adulti, possiamo ritrovarci compagni di cammino, lieti della positiva prospettiva che ancora una volta si spalanca davanti ai nostri occhi. Tra qualche giorno sul sito del nostro settimanale sarà reperibile il video dell’incontro. Rivederlo e farne oggetto di riflessione è la grande occasione che abbiamo per essere aiutati in questo affascinante compito.

Don Pierpaolo Pasini,
direttore dell’Ufficio per la Pastorale scolastica
della Diocesi di Imola