Bologna, blitz antidroga dei carabinieri. Interessato anche il territorio imolese

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La conferenza stampa di oggi a Bologna. Secondo da sinistra il procuratore capo Amato

Il nome dell’operazione parla da sé: Castello d’Erba.
I carabinieri di Bologna, con il supporto dei comandi territoriali, hanno eseguito 18 misure cautelari ed effettuato numerose perquisizioni a carico di altrettanti soggetti, indagati a piede libero, in tutto il territorio nazionale, nonché Spagna ed Albania che hanno portato al sequestro di oltre 130 kg di stupefacenti.

La complessa indagine, partita nel 2017 e coordinata dal procuratore capo di Bologna Giuseppe Amato, ha permesso di appurare l’esistenza di una vera e propria associazione a delinquere italo-albanese, finalizzata al traffico illecito e alla produzione di sostanze stupefacenti, i cui componenti si sono resi protagonisti di numerosi episodi di detenzione e porto abusivo di armi, estorsione, lesioni personali e furto.

I membri dell’organizzazione operavano sul territorio italiano, dove avveniva la vendita al dettaglio, quanto su quello francese e spagnolo, sul quale erano collocate le basi di rifornimento della sostanza stupefacente. La droga acquistata all’estero veniva poi depositata a Bologna in garage in affitto situati nelle vicinanze del campo nomadi di via Erbosa per poi essere distribuita nelle varie piazze di spaccio del territorio.
La gang aveva tessuto una vera e propria rete di spaccio e distribuzione su tutto il territorio bolognese, i cui gangli si sono protesi «anche nel territorio del circondario imolese – fanno sapere dal comando provinciale di Bologna.

L’associazione, capace di organizzare e gestire periodiche importazioni di droga dall’estero, era di fatto un gruppo armato e pericoloso. Sono stati accertati numerosi episodi in cui i sodali si sono resi responsabili di pestaggi ed estorsioni perpetrati nei confronti di spacciatori al dettaglio e consumatori che non riuscivano ad onorare i debiti contratti per l’acquisto della sostanza stupefacente.