La santità del quotidiano

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Migliaia di persone affollano l’Esplanade. Sul Santuario di Lourdes, dove la Vergine apparve 161 anni fa a Bernadette, cala un silenzio innaturale. Perché impossibile da ascoltare nella “società delle notifiche” di oggi. Quasi irriproducibile. Cascate di informazioni affollano ogni spazio di vita (libera) ancora disponibile. Una società iperconnessa, dove tutti appaiono raggiungibili e nuovi bisogni (ir)raggiungibili tra mille rivoli di solitudine. Nella cittadina ai piedi dei Pirenei, durante il Pellegrinaggio nazionale “Unitalsi”, è il momento del passaggio del Santissimo. Le sue mani sono coperte dalla veste che avvolge l’ostensorio. Portano i segni di due decenni di lavori forzati e sul suo capo la doppia condanna a morte del regime albanese degli anni ‘60 e ‘70 del secolo scorso. Quel sacerdote divenuto cardinale, dopo che papa Francesco ascoltando la sua storia non ha trattenuto le lacrime. Non una crepa in una fede granitica anche nei momenti più bui, capace di portare luce e il perdono verso i propri aggressori. Il Cardinal Ernest Simoni, albanese di nascita, incardinato nella Chiesa di Firenze, ha rifiutato la sedia a rotelle offerta per agevolare il lungo tragitto previsto. È in ginocchio, alla soglia dei 91 anni. E presiederà la Processione sino alla fine. Un esempio di dolore e prova impensabili. A pochi passi, guarda il Santissimo una religiosa. Il suo nome è suor Luigina Traverso. È in piedi vestita di bianco. È stata guarita nel 1965 proprio durante una Processione Eucaristica. Giunta a 29 anni in barella, condannata dalla scienza, è tornata a casa sulle sue gambe. Correndo, per la precisione, per scappare dai giornalisti. Esempi di fede innervate nelle prove della sofferenza (per la malattia o a causa del male) ma anche di speranza. La vocazione alla santità del quotidiano è la meta a cui siamo chiamati come cristiani. La canonizzazione di una madre (medico) che ha scelto di privilegiare il dono di una nuova vita come Gianna Beretta Molla. Papa Francesco, nella Esortazione Apostolica “Gaudete et Exsultate”, invita tutti ad un cammino preciso. “Non pensiamo solo a quelli già beatificati o canonizzati. Lo Spirito Santo riversa santità dappertutto nel santo popolo fedele di Dio […] Mi piace vedere la santità nel popolo di Dio paziente: nei genitori che crescono con tanto amore i loro figli, negli uomini e donne che lavorano per portare a casa il pane, nei malati, nelle religiose anziane che continuano a sorridere”. Nel silenzio di Lourdes sembra risuonare l’invito alla ricerca della “santità della porta accanto”. Per chi non è in Pellegrinaggio, per chi è tornato, per chi partirà e per chi non potrà, il cammino irresistibile di una vocazione che, pur nella fragilità, non si accontenta delle colline ma che punta alle altitudini dell’esistenza.

Fabio Bolzetta, giornalista e conduttore di Tv2000