Il ruolo dell’Europa nel nostro territorio

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La tornata elettorale di fine maggio ci chiederà di esprimere voti e preferenze per disegnare il futuro del Vecchio Continente, quello di un’Europa mai sentita così lontana dalle persone che vi abitano e allo stesso tempo mai così presente nell’agenda politica e mediatica come negli ultimi tempi. Ci chiediamo prima di tutto quale possa essere stata la qualità del dibattito pubblico su importanti tematiche europee quando il più delle volte sono state affrontate a colpi di slogan, urla e manifesti elettorali. Eppure dovremo votare, scegliere, decidere e riflettere sulle proposte e sui programmi, perché verrà deciso il futuro di un’istituzione che ha competenza su diversi temi a noi vicini. Se le decisioni infatti si prendono a centinaia di km di distanza da Imola, le materie su cui discuteranno gli eurodeputati sono in realtà affrontate quotidianamente proprio qui sul nostro territorio: impattano fortemente sul nostro lavoro, sui nostri rapporti, sulla qualità della nostra vita, sulla nostra economia.
Scorrendo l’elenco delle Associazioni che compongono la Consulta delle Aggregazioni laicali non è stato così difficile abbinare tematiche come l’agricoltura e l’immigrazione, per esempio, a realtà imolesi che se ne occupano, aggregando persone sulla base delle loro competenze e disponibilità per provare a dare risposte ai problemi. Quante sono le aziende agricole del nostro territorio? Che prospettiva hanno? La regolamentazione comunitaria è un appesantimento per loro oppure è utile a garantire regole uguali per tutti e tutela dei prodotti locali? L’immigrazione segue esattamente lo schema scritto in premessa: se ne parla a colpi di slogan, ma chi conosce veramente i flussi migratori? Cosa accade nei Paesi di origine dei migranti? E cosa cercano qui? Vogliono fermarsi o proseguire per raggiungere i loro cari in altre nazioni? La categoria poi che è spesso accusata di disinteresse e disaffezione verso la politica (a volte impropriamente), i giovani, è proprio quella che invece dall’Europa dovrebbe pretendere moltissimo. La speranza, la possibilità di trovare lavoro e la formazione, tanto per fare degli esempio, sono vitali per dare prospettiva ai giovani, per farli crescere e per realizzare i loro sogni. Per far questo l’Europa dovrà certamente garantire la sicurezza dei suoi cittadini, ma allo stesso tempo la libera circolazione di tutti. Può essere complicato oggi, ma l’Europa potrà essere una grande Istituzione solo se metterà in campo le sue migliori risorse per affrontare e vincere queste sfide, senza dimenticare il suo passato e le sue radici culturali comuni. A tutto questo non possiamo essere indifferenti come cattolici e ancora una volta siamo chiamati a discernere bene, ad informarci e se possibile a farci carico di un dibattito e costruttivo utile alla formazione di un pensiero.

Luca Salvadori