Gli Scout e il Thinking Day. I muri ribaltati diventano ponti

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Chi osserva uno Scout lo riconosce, a colpo d’occhio, per la brillante divisa azzurra, incorniciata dal fazzolettone che racconta della sua “promessa Scout”. Chi osserva uno Scout, però, non sa che non si smette di esserlo una volta sfilata l’uniforme. Chi veste i colori di un gruppo ha scelto di appartenerci in ogni momento. Essere Scout significa impegnarsi, davanti a “Dio ed al proprio Paese”, perché il proprio sentimento sia vivo e travolgente di ogni sfumatura della vita, dall’amicizia alla famiglia, dallo studio al lavoro. Scout si è per tutta la vita, e soprattutto, in ogni momento della vita: l’invito a “fare del proprio meglio” è un inno ad essere migliori per sé stessi e per la società a cui contribuiamo con il nostro impegno. Nell’immaginario comune si pensa allo Scoutismo come ad un’attività che si possa “fare” ed interrompere, ma ciò che ho imparato negli anni al servizio dello scoutismo è un desiderio ed un sentimento di appartenenza vitale e costante. Ho imparato che l’uniforme si indossa ogni giorno e si concretizza attraverso piccoli, ma significativi gesti, che ricordano il cammino da seguire ed i passi da sostenere. Ho imparato che non si può “fare” lo Scout, poiché Scout si è, ed i principi della Legge e della Promessa sono specchio dell’essere scout. La consapevolezza di questo impegno non è scontata, soprattutto nella vorticosa quotidianità e per questo occorre, almeno una volta all’anno, trattenere il respiro e fuggire dalla normalità per immergersi in una giornata di riflessione che possa ridare energia. Questa pausa di riflessione si concretizza ogni anno il 22 febbraio, nel ricordo della nascita dei fondatori dello Scoutismo, Lord Robert Baden-Powell e sua moglie Lady Olave Baden-Powell. Il “World Thinking Day” è l’occasione per riflettere sul nostro movimento di fratellanza internazionale ed agire per rafforzarlo e sostenerlo. Durante la cosiddetta “Giornata mondiale del pensiero” tutti gli Scout si impegnano a raccogliere fondi a sostegno di programmi e progetti che interessano dieci milioni di ragazze e giovani donne in tutto il mondo. Quest’anno l’Associazione mondiale guide ed esploratrici (WAGGS) ha deciso di dedicare le attività della giornata alla riflessione sul tema della “leadership”, intesa come un “viaggio condiviso che ti consente di lavorare insieme apportare un cambiamento positivo nelle nostre vite, nelle vite degli altri e nella società”. Si è leader nel lavoro, in famiglia, nelle relazioni ed in amicizia, ma occorre non dimenticare di esserlo in stile Scout.

Alessandro Benedetti