Un ricordo di Maurizia Gasparetto

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Non è solo il 9 marzo, ricorrenza della sua morte, che viene il desiderio di ricordare Maurizia Gasparetto. No, sono molte le occasioni in cui ci si trova a parlare di lei, perché si pensa a qualche nuovo progetto educativo o perché alcune difficoltà che emergono anche ad Imola all’interno dei servizi per l’infanzia fanno rimpiangere la lucidità del suo pensiero e l’appassionata razionalità con cui sapeva gestire i problemi. C’è sempre la nostalgia per la sua amicizia ma non solo. Sembra di vivere in momenti in cui si ricorre alla semplificazione delle cose invece di cercare di comprenderne la complessità. Ecco, proprio per questo, si ritorna a Maurizia, allo stile che aveva nell’accogliere la realtà, bella o brutta che fosse, ed alla sua capacità di osservarla in ogni suo aspetto, per poi trovare la giusta chiave di lettura per proporre soluzioni, cambiamenti, novità. Si sente attorno un brutto clima di appiattimento nelle consuetudini, di assuefazione alle situazioni date e questo porta inevitabilmente all’insoddisfazione ed anche a quella per il proprio ruolo sociale. Lo stiamo vedendo, purtroppo, anche in campo educativo e questo è grave, poichè ci si aspetterebbe che proprio lì si facessero le migliori e più alte elaborazioni culturali per migliorare la vita agli studenti, agli insegnanti ed ai cittadini. Proprio da lì, come è avvenuto in un recente passato, dovrebbero emergere le idee forti per ripensare la convivenza civile, il rispetto dei diritti di tutti, la delicatezza delle relazioni umane, la valorizzazione delle capacità dei singoli per il benessere di tutti. Sentiamo invocare le telecamere nelle scuole per evitare che i maestri maltrattino i bambini, ma non si fa nulla per rimediare al fatto che troppi maestri ed insegnanti ed educatori, non fanno formazione e sono lasciati soli mentre, senza strumenti personali e culturali, e stanchi e arrabbiati per la loro difficoltà a stare in un ruolo così delicato, sfogano sui bambini ogni frustrazione e rabbia. Ecco, Maurizia queste cose le conosceva e le ha sapute prevenire. Ha sempre valorizzato la professione educativa e ha dato la giusta importanza alla necessità di sostenerla continuamente anche attraverso incontri con psicologi, perché va insegnato come gestire il carico emotivo cui si viene sottoposti ed occorre anche imparare a conoscere il proprio punto di rottura per evitarlo. Maurizia Gasparetto, ad Imola, ha espresso il modo migliore che occorre per “allevare” e mantenere in piena efficienza, un gruppo di persone che, grazie a lei, hanno potuto amare il proprio lavoro ed appassionarsi alla sfida di farlo al meglio, con enorme soddisfazione personale e con una ricaduta positiva nella città. Chi ha avuto la fortuna di starle accanto ha acquisito una vera formazione umana e professionale e di ciò non si può che continuare a ringraziarla. L’augurio che facciamo alla nostra città è che, lo stile di Maurizia Gasparetto, venga adottato o mantenuto, in tutti quei luoghi della vita sociale in cui è necessario conoscere prima di agire, agire per migliorare insieme e non solo per punire od ostacolare e, in ultima analisi, per contribuire a fare di Imola un gran bel posto per vivere in armonia. Grazie Maurizia, ancora grazie per i tuoi preziosi doni.

Valeria Castaldi insieme a molti altri educatori e insegnanti