307 persone per la chiesa di tutti

61

Erano trecentosette i delegati all’assemblea diocesana. Trecentosette portatori delle esperienze parrocchiali e associative da mettere in comune. Trecentosette persone che hanno parlato, pregato, dialogato e sperato di far crescere la Chiesa: la nostra Chiesa, la Chiesa di tutti. La stessa Madre che ci accoglie a Imola o Casola Valsenio, a Lugo o Massa Lombarda, ma anche a Parigi, Berlino, Buenos Aires. L’esperienza dell’assemblea infatti mi ha riportato alla mente il bellissimo ricordo della GMG di Colonia. Trovarmi in un prato insieme ai ragazzi di tutto il mondo, che come me pregavano il Padre Nostro ognuno nella sua lingua, mi ha lasciato un segno indelebile di come il messaggio della Chiesa sia davvero universale e avvolga con il suo abbraccio tutto il mondo. Capita infatti che un grande spirito di servizio ci sprona ad animare la nostra messa domenicale, la nostra classe di catechismo, la recita in parrocchia o a condurre i nostri ragazzi in uscita con gli scout o con l’Azione cattolica. Ma quanto è bello avere occasioni per condividere tutto questo?
Quanto è bello ritrovarsi per un giorno tutti assieme a pregare e dialogare, mettendo in comune le proprie belle esperienze: tutti attorno a un tavolo, giovani e anziani, catechisti e capi scout, padri e madri, studenti e lavoratori. E lanciare anche provocazioni, affermare con forza le proprie idee, spinti dalla voglia di allargare queste braccia amorevoli della Chiesa per accogliere coloro che non frequentano, che non pregano, che sono distanti, che soffrono. Siamo attraenti per i giovani? La Chiesa è missionaria? E’ aperta ai sofferenti? E’ al passo con i tempi? La liturgia è adeguata? Il catechismo funziona? Queste e tante altre domande hanno trovato risposte e sono state rilanciate nelle mani del Vescovo e della Diocesi, ma anche negli appunti che si è portato a casa Don Paolo Ravaglia, perfetto organizzatore dell’assemblea (non è merito da poco). Le altre due impressioni che mi restano della giornata riguardano la serietà di noi cattolici e la liturgia domenicale. Nel mio gruppo ho sentito molte relazioni preparate, anche scritte, segno che i delegati si era confrontati in precedenza. E’ questo un segno evidente della maturità con cui noi cattolici prendiamo seriamente l’impegno missionario e di evangelizzazione verso il mondo. L’altra riflessione riguarda la liturgia eucaristica, in particolare la Santa Messa della domenica mattina che si pone come appuntamento centrale per le famiglie, i bambini del catechismo, i gruppi parrocchiali (che dovrebbero rinunciare ad alcune loro specificità per partecipare almeno periodicamente a questo momento di comunione) e le singole persone. Per tutti questi motivi ho nel cuore la speranza che possa diventare un momento bello, di festa e in cui noi cristiani possiamo trasmettere la gioia del Vangelo con una celebrazione partecipata, ben preparata, ma evitando di appesantirla troppo o arricchirla con parole e significati fuori luogo. Mi si permetta una considerazione finale. Tre parole mi porto a casa dal percorso dell’assemblea: giovani, formazione e coordinamento. Sono le stesse parole che abbiamo fatte nostre come Presidenza della Consulta delle aggregazioni laicali: attenzione e protagonismo dei giovani, formazione dei lai e coordinamento delle iniziative associative e diocesane. Vogliamo e speriamo di farlo, con l’aiuto del Signore.

Luca Salvadori