200 giorni di stallo. E Imola ne soffre

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Sono passati oltre duecento giorni dal luglio scorso, data del varo della Giunta Sangiorgi. Pochi certamente per un giudizio definitivo, troppi per non vedere la piega che stanno prendendo le ‘cose’ imolesi.
La prima lettura di ciò che accade, o meglio non accade, è lo stallo totale cui assistiamo ormai da mesi. Il Bilancio di previsione è ad oggi un non pervenuto: staremo in esercizio provvisorio fino a tutto marzo. Sono fermi gli investimenti, tutte le grandi opere, la viabilità, le nuove ciclabili, il nuovo ponte sul Santerno, il restauro del cimitero monumentale, la riqualificazione della piscina PalaRuggi e quant’altro. Sulla Bretella siamo al grottesco. Verso Sud la cosiddetta Bretellina produce l’unico effetto di fermare un progetto già approvato, mettendo a rischio l’accordo già siglato e le risorse, oltre a tutte le implicazioni di maggior impatto ambientale che recherebbe una strada più in superficie. Verso Nord, dopo i proclami sul sottopasso ferroviario, siamo alla disfida delle righe miracolose. Una riga ci salverà.
Lo stallo del ConAmi è invece lo specchio dell’altro e più grave problema. Oltre alle delibere nulle, all’ira dei revisori e al folklore dello streaming che ci ha resi ridicoli agli occhi dell’Italia intera, la Sindaca Sangiorgi è riuscita a litigare con tutte le istituzioni ad ogni livello, relegando Imola ad un isolamento inutile quanto dannoso. E invece la forza della nostra città sta proprio nel suo essere il riferimento di un territorio più ampio. Per contare di più, su scala metropolitana, regionale ed anche oltre. E’ così da sempre, lo sanno anche i bambini. Manuela Sangiorgi ha vinto il ballottaggio, è stata eletta Sindaco e ora deve governare. Questo, fino a prova contraria, non è in discussione. Ma c’è una questione, che però in politica è dirimente: forse ha accettato su di sé, fin dalla candidatura, un compito più pesante di quello che lei stessa può reggere. La sua debolezza, la fragilità politica, le incertezze continue della squadra di Giunta che lei stessa si è scelta – fatte salve alcune eccezioni – sono un fatto oggettivo e sono palesi a tutti coloro che li hanno visti all’opera da vicino. Per il bene di Imola, vorrei tanto che questa sensazione fosse un giudizio personale, di parte e soltanto mio. Sappiamo invece che non è così. In questa confusione, fatta di testacoda e continui dietrofront, di assessori cacciati e di altri che scappano, questa armata brancaleone oscilla come un pendolo tra gli insulti ai settant’anni di chi c’era prima e certi provvedimenti del passato che vengono invece copiati e prorogati senza batter ciglio, talvolta scopiazzati e corretti male, dando la sensazione di non averli nemmeno letti o compresi fino in fondo. Per non parlare della sudditanza della Sindaca verso la Lega, un fatto che appare sempre più evidente. In questa improvvisazione, Imola rischia uno stallo che non merita, che può produrre un danno alla coesione e alla tenuta sociale della comunità, prima ancora che un danno economico. Dietro alla debolezza e all’incertezza palpabile di chi guida, la comunità dei cittadini, delle associazioni, delle imprese, di tutte le molteplici e straordinarie espressioni di questa meravigliosa città, inizia a soffrire e potrebbe, a lungo andare, finita la stagione dell’inerzia, anche arretrare. Chi può e chi deve rifletta. Correggano il tiro, se ne sono capaci. Oppure, con onestà intellettuale, comincino a pensare di trarne una qualche conseguenza.

Fabrizio Castellari – Consigliere comunale