Poca coScienza nella nostra cultura

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Immagino che qualche volta andiate al cinema o a teatro, leggiate un buon libro, visitiate un museo o una mostra. Azioni con una positiva ricaduta culturale. Ma quante volte tali azioni avete rivolte ad aspetti di cultura scientifica? Quante volte abbiamo scelto o suggerito ai nostri figli o nipoti un film di argomento naturalistico, un libro divulgativo di astronomia o la visita ad un laboratorio o a un sito di ricerca? Avrete senz’altro notato che la reazione prima di fronte ai numeri, alla matematica, alla geometria, alla fisica … è di rispettosa distanza, di comprensione tendenzialmente lenta … quando non di rifiuto.
Non vi pare a colpo d’occhio che la generale attenzione dedicata dai singoli e dalla nostra società alla cultura scientificamente caratterizzata sia largamente carente, nonostante permei sempre più attraverso la tecnologia collegata il nostro vivere quotidiano? Non è soltanto una netta impressione , indagini e statistiche puntuali lo confermano. Avvolti nelle onde elettromagnetiche, permeati dai segnali Gps e wireless, indotti ad una robotica incombente, utilizzatori di tecnologie sempre più sofisticate ci accorgiamo di capirle sempre meno e di vivere in un mondo di “scatole nere”.
Gli organi di informazione e la rete ci aiutano poco nel rimediare; spesso ci propinano dati non provati, falsità ed irripetibili strafalcioni. La forbice tra il sentire comune e le frontiere della ricerca e delle nuove tecnologie si allarga continuamente. E’ un quadro preoccupante che disegna una cultura monca che non vuole aprire gli occhi al presente e volgerli al futuro. Per fortuna abbiamo la nostra cultura classica, i nostri umanisti, la nostra splendida arte e questo è un patrimonio da mantenere vivo e custodire gelosamente … ma non è possibile accontentarsi dello standard attuale sul versante scientifico. Non possiamo innanzitutto perché una conoscenza così carente su questo versante implica una visione parziale e sfuocata della realtà, induce un deficit di giudizio e una prospettiva etica errata. Noi tutti singolarmente, genitori ed educatori, amministratori e politici in primis, dobbiamo riportare la questione più in alto nella scala delle priorità. Non certo al primo posto … ma ad un livello di allerta forte. Non voglio qui esser “Cassandra” ma non pochi studiosi ritengono che l’accelerazione della tecnologia possa ad un certo momento divenire esponenziale e provocare una cesura con l’umano. Esistono però buone speranze ed esempi virtuosi da seguire per far fronte al problema … dipende da noi. Cominciamo dalla scuola: vogliamo deciderci a sostenerla veramente? Vogliamo dotarla di strutture ed attrezzature al passo con i tempi? Vogliamo restituire a docenti e personale scolastico quella dignità sociale ed economica che loro compete? Con le dovute risorse l’autonomia didattica e l’innovazione curricolare devono divenire sistemiche per rendere i curricola più flessibili e capaci di rispondere alle esigenze dei tempi e del territorio.
L’alternanza scuola lavoro adeguatamente calibrata, le prassi di educazione alla pari (utilizzando i coetanei esperti quali elementi trainanti) e le tecniche di insegnamento di alcune discipline in lingua straniera (C.L.I.L.) possono divenire strumenti preziosi per migliorare interscambi e collaborazioni internazionali. Abbiamo scuole virtuose nelle quali questi percorsi son già avviati. L’extra scuola deve fare la propria parte : manca una consuetudine di divulgazione scientifica di buon livello al termine del ciclo di scuola superiore anche con valore orientativo post diploma. Esistono e vanno sostenute aziende e privati, e ce ne sono anche nel nostro territorio, che da illuminati mecenati finanzino giovani meritevoli per studi di eccellenza.
Bene gli incubatori di nuove aziende e le collaborazioni con l’università. Necessita però uno scatto ulteriore di volontà e di coraggio nelle scelte! Quale futuro senza una coscienza più profonda sulla sostenibilità energetica per la nostra astronave Terra? D’altro canto l’economia di oggi quale spazio di successo può lasciare ad un Paese come il nostro, carente di materie prime e con costi di produzione non competitivi, se non un innalzamento dei livelli culturali e di ricerca applicata, specialmente scientifici? Attiviamoci in buona sinergia! Al contempo vi invito a partecipare alle iniziative di divulgazione scientifica che il Gruppo Spazio-Tempo dell’Oratorio di San Giacomo per il quarto anno propone mensilmente da aprile a novembre a Villa Torano.
Vi terremo informati da queste pagine.

Silverio Scardovi