Considerazioni ed un saluto

70

Da vari mesi il Diario mi viene recapitato il venerdì, e non sempre, come oggi. Può quindi comprendere la mia sorpresa quando ieri sera, mentre mi recavo a casa di amici, ho ricevuto la telefonata di una persona che mi ha detto di essere profondamente commossa “dal mio articolo su don Carlo pubblicato nel Nuovo Diario”. Ho risposto che non capivo a che cosa si riferisse perché su don Carlo avevo scritto un intervento che avevo letto all’incontro del 25 novembre a Montericco.
Poi, arrivato a destinazione, avendo accennato alla telefonata, mi è stato mostrato il giornale con il mio articolo a piena pagina. La ringrazio per lo spazio dedicato non a me, ma a don Carlo, anche perché centrale nella pagina è la foto che io feci a don Carlo sul Piz Galin, una fotografia irripetibile ed unica in tutti i sensi, che parla da sola. Peraltro la mia foto (ma era necessaria?), posizionata con intelligenza a piè di pagina, quasi come una firma, non altera la visibilità ed il rilievo dati a don Carlo.
Chi ha curato la pagina ha trasfuso in essa, non so se consapevolmente o meno, quella riflessione che le avevo inviato con la mia email del 31 dicembre: “… il vivere deve precedere ed alimentare lo scrivere; se quanto si scrive non è un vissuto, a che cosa serve?”. Anche questo ho ricevuto da don Carlo.
La ringrazio per l’attenzione. Buon lavoro e cordiali saluti.

Ugo Selvatici