Giorno della memoria, un’occasione per capire l’antisemitismo

112

Da quasi sessant’anni i nomi dei “cittadini lughesi e dei loro familiari deportati e sterminati dai nazifascisti solo perché ebrei” incisi sulla lapide all’ingresso della Rocca di Lugo sono uno sguardo quotidiano che rivolgono a noi i sommersi, gli inghiottiti dalla Shoah, dai campi di sterminio di cui Primo Levi e altri salvati hanno scritto e narrato.
Se questa lapide rammenta un terribile epilogo, sempre nella nostra cittadina luoghi come il cimitero ebraico, toponimi come ghetto, patrimoni librari e documentari testimoniano invece l’articolata vicenda di una presenza ebraica stabile già dal XV secolo, rilevante per economia e cultura, accettata e di fatto integrata; in seguito, dall’ottocentesca emancipazione postunitaria, via via trasferitasi nei centri maggiori, quindi assottigliatasi ma ancora presente nel primo Novecento, straziata infine dalle leggi razziali e dalle deportazioni.
Grazie ad una memoria storica coltivata, esercitata e diffusa con dedizione da singoli studiosi fin dall’immediato dopoguerra e, più sistematicamente, dai primi anni ’90 anche con ampi progetti di studio e ricerca documentaria tuttora in corso, che hanno coinvolto istituzioni culturali e universitarie, la vicenda storica della Comunità ebraica di Lugo è divenuta patrimonio condiviso e i ventisette nomi degli ebrei di origine lughese deportati e uccisi nei campi di sterminio – due su tutti, quelli dei giovanissimi Anna Viola e Paolo Dalla Volta – sono diventati persone, biografie, volti.
Per questo la Giornata della Memoria che anche quest’anno celebriamo si può radicare, per noi lughesi, in una consapevolezza capace di rendere le numerose iniziative legate alla ricorrenza – tra cui la mostra “L’oblio della memoria: lo sterminio dei dimenticati” curata dagli studenti dell’Istituto “Sacro Cuore” e del Liceo “Ricci Curbastro” – non singoli episodi o doverosi adempimenti, ma un completamento di conoscenza, un arricchimento di particolari, la proposta stimolante di un aspetto problematico, sempre l’occasione per interrogarsi sul presente: l’antisemitismo, come purtroppo ben sappiamo, é infatti ancora tema di cronaca.
Ci auguriamo allora che la Giornata della Memoria, fondata su un’adeguata conoscenza storica che nuove iniziative contribuiscono ad arricchire e diffondere, divenga fonte di domande per interpretare tutto il nostro presente.

Antonio Pirazzini