Telefonia mobile, il Tar dà ragione al Comune

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Il Tribunale amministrativo regionale dell’Emilia Romagna ha respinto la richiesta di sospensiva presentata da Wind Tre Spa contro il Comune di Imola, per l’annullamento della delibera di Consiglio comunale che approva la mappa delle localizzazioni della telefonia mobile per l’anno 2018. Con la suddetta delibera (datata 25 luglio 2018), il Comune di Imola non ha inserito nella mappa delle localizzazioni della telefonia mobile 2018 l’area di ricerca Wind denominata Imola Garibaldi e inserita nel centro storico. Una decisione contro la quale si è opposta la società Wind Tre Spa, chiedendone appunto la sospensiva.

Ma il Tar ha respinto la domanda cautelare in quanto l’ha ritenuta immeritevole di accoglimento, mancando il necessario “periculum in mora” (danno causato dal ritardo) e tenuto conto, da un lato, che il rifiuto del Comune è del luglio 2018 e risulta esecutivo dal 10 settembre 2018, ma è stato impugnato solo nel mese di novembre 2018, dimostrando l’insussistenza di un pregiudizio grave ed irreparabile; dall’altro, che all’eventuale inserimento nel Piano dell’area di ricerca in discussione, non ci sarebbe comunque l’immediata possibilità per Wind Tre Spa di realizzare un impianto, essendo sprovvista delle necessarie autorizzazioni e non avendo dimostrato l’effettiva volontà a procedervi (ad oggi vi è soltanto una manifestazione di interesse a realizzare in futuro un impianto, in un’area di ricerca in esame), né concrete ragioni di urgenza, tenuto conto dell’attuale stato della rete telefonica mobile.

Inoltre, il Tar ha condannato Wind Tre Spa al pagamento delle spese legali sostenute dal Comune di Imola, difeso dall’avvocato Silva Gotti. A questo punto, essendo stata respinta la richiesta di sospensiva della delibera, il Tar giudicherà nel merito del provvedimento.