La materna di Zolino torna al Comune, la Cisl si oppone: «Posti di lavoro a rischio»

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Il Comune di Imola procede nella re-internalizzazione dei servizi della Scuola d’infanzia comunale Gasparetto, nel quartiere Zolino, che ha attualmente tre sezioni su quattro gestite da Solco Imola (consorzio di cooperative sociali) attraverso un accordo quadro con il Comune, scaduto il 31 dicembre scorso. L’ipotesi di reinternalizzazione, che era già stata annunciata a settembre dello scorso anno, verrebbe attuata mantenendo tre sezioni fino a giugno 2019, per poi passare a due sezioni nel prossimo anno scolastico 2019/20 e ad una per l’anno scolastico successivo 2020/2021, con il rientro di tutte le sezioni che si completerebbe nel settembre 2021.

Il provvedimento si colloca all’interno delle nuove linee guida della giunta Sangiorgi in merito alla gestione di nidi e scuole dell’infanzia, per i quali l’intenzione è riportare alla gestione diretta del Comune sezioni e servizi che ora sono affidati a cooperative convenzionate. Si andrà così ad annullare quanto fatto dalla precedente amministrazione comunale, che aveva esternalizzato il servizio scolastico delle tre suddette sezioni.

Immediata la reazione di Cisl Area metropolitana bolognese e Cisl Funzione Pubblica, che esprimono totale dissenso in merito alla decisione del Comune: «Le politiche del lavoro non si fanno facendo perdere posti di lavoro. Al momento sono sei gli educatori coinvolti da questa riorganizzazione per i quali non è ancora stato definito come proseguiranno – riporta il comunicato -. Chiediamo urgentemente all’amministrazione comunale di fare un ragionamento più ampio sui servizi dell’infanzia convocando un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali, per garantire da una parte la qualità dei servizi nei confronti dei bambini e dall’altra la tenuta occupazionale per gli educatori che da anni lavorano in tali servizi e vantano una elevata professionalità. Il sistema pubblico – concludono le organizzazioni sindacali – mai come ora, in questa fase di blocco di assunzioni, deve guardare all’integrazione tra pubblico e privato».