Una (sempre più) solida presenza universitaria

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A 20 anni dall’arrivo dell’Alma Mater a Imola, a 10 anni dal taglio del nastro di palazzo Vespignani e delle serre didattico sperimentali allo Scarabelli, un passo importante che dà solidità alla presenza a Imola dell’Università di Bologna è il recupero di palazzo Dal Pero, con cui la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola mette a disposizione di studenti e docenti aule (una da 75 posti e tre aule da 40-45 posti), laboratori (uno di informatica da 40 posti), sale studio e un’aula multimediale attrezzata per sviluppare forme di didattica destrutturata e lavoro di gruppo. Durato poco più di due anni e con un investimento da parte della Fondazione di circa 2 milioni, il restauro di palazzo Dal Pero verrà presentato alla città mercoledì 5 dicembre (dalle 10.30) durante una mattinata che servirà alle autorità locali e al magnifico rettore Francesco Ubertini anche per fare il punto su 20 anni di presenza dell’università a Imola, oltre che a tracciarne il percorso futuro. Oggi la sede imolese conta poco meno di un migliaio di studenti impegnati nei corsi di laurea delle aree di Agraria, Farmacia, Medicina e chirurgia, nei master di primo e secondo livello e nei corsi di alta formazione afferenti a Ingegneria, Veterinaria, Agraria e Farmacia. Con l’avvio l’1 novembre del nuovo dottorato di ricerca in “Salute, sicurezza e sistemi del verde” (4 sono i dottorandi) la sede imolese diventa anche luogo di ricerca. L’integrazione con le esigenze di formazione della città ha portato all’avvio del corso di laurea professionalizzante in Meccatronica, che coinvolge i laboratori dell’istituto Alberghetti e impegna direttamente otto aziende imolesi.

Stefano Salomoni