Salvini cattolico di serie C e Staino ateo devoto di serie A?

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Gentile Direttore,
le scrivo dopo avere letto una missiva nell’ultimo numero del suo settimanale che concerneva il quotidiano “Avvenire”. Mi colpiva, in particolare, la parte concernente il noto vignettista satirico Staino che, come noto, da circa un anno era passato a comporre satira per “Avvenire” provenendo dalle file de “L’Unità”. Il vignettista, in seguito, ha terminato la propria collaborazione adducendo di avere ricevuto pesanti critiche rivolte sulla propria persona che rischiavano di infangare anche la direzione di Avvenire e addirittura il Santo Padre. Da qui la sua decisione di fare un passo indietro. Se lo afferma Staino, presidente onorario dell’UAAR (unione atei agnostici razionalisti) vi è da crederlo veramente e la scelta gli fa onore. Certo è che il polverone polemico si è levato all’indomani di una vignetta – super incriminata – che lanciava in toni sarcastici questo messaggio: “i comizi di Matteo Salvini in Tv rendono indemoniati”. Ma guarda un po’, ho pensato tra me e me. Salvini in un modo o nell’altro finisce sempre nel girone dei “diavolacci”. Un po’ come quando Famiglia Cristiana se ne uscì con il suo faccione in copertina e la scritta sovraimpressa “Vade retro”. Quindi, tende sempre di più ad emergere mediaticamente, una figura di vicepremier distante anni luce da quella del “cristiano moralmente giusto e corretto”. Quello che tuttavia davvero non comprendo è questo (e lo dico, non certo da estimatore di Salvini o della Lega, ma da cattolico che osserva la realtà che lo circonda e si pone delle domande): perché si tende sempre di più a gettare ponti di dialogo verso una classe di persone che fino a ieri ha azzannato la Chiesa, il Clero, il Vaticano, mentre si vogliono chiudere in modo netto quei ponti verso persone che (quanto meno) su certi ideali quali famiglia, vita, educazione tendono a sostenere posizioni tradizionali e consolidate nella Chiesa ? In fondo la politica è fatta anche di gesti e io francamente, se devo cercare gesti (o leggi) in linea con una visione cristiana nella legislatura passata non trovo granché ma semmai trovo divorzio breve, unioni civili, legge (eutanasica) sulle dat. Quindi perché Staino viene catalogato come ateo devoto di serie A con cui è bene dialogare (e ciò è bellissimo, intendiamoci), mentre Salvini è (esagerando) un cattolico di serie C che rende indemoniato chi lo guarda e a cui occorre dire “vade retro” dalla copertina di Famiglia Cristiana? Forse il dialogo è selettivo? Grazie direttore.

Avv. Filippo Martini