Giornata diocesana delle comunicazioni sociali

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Qual è la differenza tra notizie tendenziose – quindi false – e opinioni diverse? Già nel modo di informare, a partire dalla scelta delle notizie e dalla titolazione degli articoli, si misura la fedeltà a ciò che è vero, anche se contrastante con interessi e pregiudizi. L’opinione non ha bisogno di accreditarsi per mezzo del sensazionale, tanto meno ha bisogno di screditare chi la pensa in modo differente. Se davvero tende alla verità in modo disinteressato, si presenta con il distintivo della semplicità, senza bisogno di alzare i toni o peggio ancora esasperare. Il settimanale diocesano, in particolare, essendo la voce della comunità ecclesiale in un territorio circoscritto, tende ad uno stile popolare ma non superficiale, presentandosi in modo dignitoso e proponendosi di essere virtuoso piuttosto che “clamoroso”.
Ogni anno, con la Giornata diocesana delle comunicazioni sociali, si richiama l’attenzione e si richiede l’appoggio dell’opinione pubblica alla stampa cattolica locale e nazionale, perché la libertà va riconquistata continuamente.
Non si ignora la psicologia del pubblico dei lettori, ma neppure ci si lascia deliberatamente condizionare. Meglio perdere un lettore che perdere un briciolo di libertà. Benché il male faccia più notizia del bene, ci si dedica a far conoscere eventi e opinioni positivi, che altrimenti passerebbero inosservati. Così facendo si punta ad arricchire in modo disinteressato l’opinione pubblica, immettendo nella società gli anticorpi che limitano e bloccano la diffusione delle “fake news”. In questo modo si accoglie la raccomandazione di papa Francesco, che nel ricchissimo messaggio per la LII° Giornata mondiale delle comunicazioni sociali ha analizzato appunto il disastroso proliferare della disinformazione.
Bisogna riconoscere che tanto Il Nuovo Diario Messaggero quanto soprattutto Avvenire potrebbero essere maggiormente letti, anche se sono già molto apprezzati. Lo rileviamo con il desiderio di superare questa carenza perché vogliamo bene alla nostra Diocesi e ad ogni persona che la compone, non per ragioni commerciali. Essere informati consente di agire per contribuire al bene di tutti, riducendo gli errori e le dimenticanze. Ma vi è anche la possibilità di fornire notizie e spunti di riflessione: la pagina dedicata alla “posta dei lettori” è una delle parti più varie e più interessanti in un periodico. Non manca sul Nuovo Diario un’abbondante e spigliata cronaca sportiva. Del resto, la lettura è una pausa meditativa, possibilmente pacata, non un’iniezione frettolosa di pressapochismo o addirittura di rabbia.
Infine, ci stiamo abituando ad integrare l’informazione su carta a quella digitale, scoprendo che internet e i telefoni cellulari forniscono informazioni che poi sul giornale vengono commentate o arricchite di dettagli. Così si fa vera comunicazione, evitando sia la disinformazione sia l’emotività negativa. La lettura del giornale e del settimanale: un’introduzione al dialogo con Dio, con se stessi e con il mondo.

Tommaso Ghirelli – vescovo di Imola