Una discarica a cielo aperto a porta dei Servi

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Al sindaco di Imola, Manuela Sangiorgi Gentile sindaco,
ho fatto l’ennesima segnalazione a Hera per rifiuti abbandonati usando la app “Il Rifiutologo” (le invio lo screenshot). Nella foto che vede siamo – sembra incredibile – alle porte del centro: Porta dei Servi, viale Zappi 10, vicinissimi alla rotonda che i più anziani chiamavano “di Guerra”. Ora, la cosa è profondamente seria oltre che disgustosa. Perché quel che si vede nella foto succede praticamente tutti i giorni, e chi passa di lì regolarmente non potrà che darmi ragione. C’è una ciclabile, del verde e delle panchine. A poca distanza ci sono locali, negozi, una fermata d’autobus. E sempre o quasi c’è un cumulo di rifiuti a far bella mostra di sé. Certo, Hera qualcosa fa. Di sicuro passa a pulire, dato che il monticello di immondizia varia da un giorno all’altro: il problema è che il monticello, così come vien fatto sparire, si riforma a tempi di record. Non è con Hera quindi che me la prendo, ma con quei miei concittadini che da molto tempo trattano quel pezzo di marciapiede come una vera e propria discarica. Di costoro non so se mi dia più fastidio l’inciviltà, il disprezzo per l’igiene, la trascuratezza per il decoro, il menefreghismo verso un bene che essendo pubblico probabilmente non ritengono affar loro, oppure l’impunità.
Dico impunità non a caso: infinite volte ho visto persone che, con la massima faccia tosta e sotto gli occhi di tutti, scaricavano lì la loro mercanzia. Una sera, di ritorno dalle Acque (precisamente la sera di un dibattito elettorale fra lei e la signora Cappello), vidi un tizio arrivare da un bar poco lontano trascinando un bidone su ruote: si avvicinò alla campana gialla e bel bello scaricò sul marciapiede una quantità inverosimile di bottiglie di vetro, davanti alle persone che stavano sulle panchine a godersi la frescura. Una mattina passai di lì mentre una signora piazzava sul cumulo il suo bel cartone di pizza, io non resistetti e le dissi che non era quello il modo di comportarsi, lei mi guardò come se venissi da Marte e se ne andò senza dir nulla. Con lo stesso senso di impunità alcuni di questi personaggi neppure si preoccupano di levare dagli scatoloni gli indirizzi di recapito dei corrieri: tanto per dirne un paio, ho scorto nel mucchio di scatoloni l’indirizzo di una parrucchiera che sta non lontano da lì e quello di una storica farmacia che sta in zona centralissima e pedonale. Ma si sa: se qualcuno andasse a chieder conto della loro zozzeria direbbero che gli scatoloni glieli ha messi qualcun altro e che loro non ne sanno nulla… E fossero solo scatoloni. Ho visto in ordine sparso: delle sedie da ufficio, alcuni scheletri vuoti di computer, delle sedie di plastica da giardino, uno pneumatico e l’altro giorno una distesa di rifiuti sparsi lungo tutto il marciapiede, probabilmente opera di qualche animale che avrà sventrato i sacchetti lasciati lì. Vengo al dunque: segnalai tempo fa il tutto ai Vigili, sicuramente avranno cercato di intensificare i controlli ma le cose continuano e peggiorano. E’ possibile fare qualcosa di più? E’ di questi giorni la notizia che il sindaco di San Lazzaro di Savena e quello di Ozzano hanno preso a multare gli incivili pubblicando pure i video delle loro prodezze. Non so se si possa fare la stessa cosa anche qua. Mi pare comunque evidente che servirebbero dei provvedimenti. E provvedimenti pesanti, ché mi sa che siano gli unici a funzionare con questi soggetti. Purtroppo.

Lettera firmata