Addio a Gino Merletti, una vita dietro la macchina fotografica

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Classe 1919, Gino Merletti, il notissimo titolare di Foto Gino in via Galeati ha chiuso la sua lunghissima avventura di vita sabato 4 agosto alla casa di cura Villa Moresca di Castel San Pietro, dove risiedeva da qualche anno.
Dopo una brevissima carriera scolastica, è sulla breccia del mondo del lavoro molto giovane. Svolge il servizio militare a Ferrara, dove evita per un soffio di essere trasferito sul fronte russo insieme a tutto il suo reggimento, a causa di una forte febbre che lo assale in quei giorni. Dopo la fine della guerra si dedica al varo di barbiere, intraprende la sua carriera professionale, per venti anni in uno studio fotografico locale e poi in proprio, con una attività che lo porta ad essere uno dei fotografi più gettonati della città, formandosi una clientela fedele e affezionata. È uno spirito libero, che ama essere indipendente, autosufficiente e con questa indipendenza riesce a dare il meglio di sé. Si sposa dopo quindici anni di fidanzamento, ma mantiene sempre il suo anelito di libertà. Tanti imolesi lo ricordano, accogliente, sorridente e garbato, con il suo camice nero a fare risaltare i capelli bianchi, mentre ti faceva accomodare in posizione per una foto tessera o per uno scatto più elaborato. La lunga dimestichezza nel rapporto con le persone lo aveva dotato di un potente radar per cogliere le caratteristiche fisiche – e non solo – dei suoi clienti, in modo da realizzare lo scatto migliore.
Molto utile per la sua attività è stata la collaborazione con un gruppo di artisti faentini, tra cui i Biancini, dove ha molto sviluppato l’attenzione per le luci e la composizione nello scatto. L’attenzione è sulla persona che viene ritratta, così la fotografia diventava per lui e per la figlia una vera forma di arte.
Occhio, sensibilità e fantasia trasformano lo scatto in magia, facendo tesoro dell’esperienza acquisita, quando ancora bagni chimici, pennello, raschino e matita – antesignani delle moderne tecnologie – erano strumento alla creatività. Il suo successo deriva dal rapporto umano che Gino da solo e in seguito insieme alla figlia Patrizia (laurea in ingegneria, corsi con figure professionali di prestigio, studio della storia dell’arte e di tutto ciò che concorre all’educazione al bello) hanno saputo creare e poi mantenere nel tempo in ogni sfaccettatura della loro attività, dai ritratti in studio ai reportage per cerimonie, dal restauro alle elaborazioni, agli scatti per le foto tessere.
Amante del bello in tutte le sue forme, alla domanda rivoltagli sulle maggiori soddisfazioni professionali in occasione del cinquantesimo di attività rispose: «Avere fotografato tutte le più affascinanti donne della città».