Perché, comunque, «vivere all’estero ti cambia la vita»

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Ci siamo occupati di Antonella Durante quando era in India, e in seguito nel Laos. Antonella ha due bimbi e con loro “segue” il suo compagno, Maurizio Matta, del quale già scrivemmo nel 2008, quando si trovava in Texas. Antonella periodicamente rientra a Imola, per pochi o per più mesi, sempre… in attesa di ripartire. La prossima sua meta saranno gli Usa. Al momento è a Imola, e ci resterà qualche mese, pronta a rifare i bagagli, a ripartire per mete lontane per raggiungere Maurizio, impegnato nel sovrintendere imponenti cantieri in Paesi sempre diversi nel mondo. Ora Maurizio si trova a Fort Wayne, nello stato dell’Indiana (Stati Uniti) e lavora per The Lane Construction Corporation. Antonella ha un blog: https://antonelmondo.wordpress.com.

Racconta Antonella: «Io ho lasciato il Laos con i bambini qualche mese fa. Appena avrò tutti i permessi necessari ci riuniremo a Maurizio negli Usa. Il distacco dal posto e dalle persone che ho conosciuto nel Laos, come già accadde quando lasciammo l’India, è stato molto difficile. Non credevo di potermi sentire così triste e così persa. Il pensiero di non svegliarmi più nello stesso posto, di non ritrovare più il sorriso degli amici e e di non fare più tutte le cose di ogni giorno, mi ha colmato il cuore di tristezza. La mattina della partenza, vedere intorno a me tutte le persone speciali che ho avuto la fortuna di conoscere, è stato meraviglioso. Sono riuscita a trattenere le lacrime fino alla fine, ma è stata dura. Quando si impara a condividere qualunque cosa con gli altri e ci si aiuta a vicenda in ogni situazione, comprendi il vero senso dell’amicizia. Si può essere amici anche solo per pochi mesi e non vedersi più, ma la magia sta nel non perdersi mai. Questo conta. Sono rientrata in Italia, ho ripreso a condurre una vita apparentemente normale. In attesa di un ultimo e definitivo trasferimento per tutta la famiglia. Mentre vivo la vita di tutti i giorni ricordo sempre tutto quello che mi hanno insegnato i luoghi in cui ho vissuto. Perché si impara qualcosa da ogni esperienza, specialmente da quelle meno belle. Spesso mi son chiesta perché quando si lascia un posto che è stato difficile da vivere, quasi impossibile da potercisi adattare, alla fine di quel posto ti manchino proprio i disagi… La risposta è semplice. Perché qualcuno è stato pronto a dare una mano quando ho avuto bisogno. Perché nei disagi ho avuto un aiuto concreto e nelle difficoltà ho ricevuto affetto, comprensione, anche solo un sorriso o un abbraccio. Non mi sono mai sentita sola. Nemmeno un solo istante! La solidarietà e l’unione tra alcune persone è stata forte e significativa. Per questo sento di ringraziare tutti coloro che hanno fatto parte di questo mio vissuto. Vivere all’estero ti cambia la vita, ti scava un solco dentro che sviscera il tuo “io” come non avresti immaginato. Vivere oltre il confine ti lascia un segno indelebile nel cuore, ti rende la vista più acuta, la mente più elastica, ti trasforma in una persona nuova capace di adattarsi a quello che credeva impossibile. Allora scopri che dentro di te vive un mondo antico e lontano, dove puoi essere te stessa, un mondo così distante dalla vita quotidiana di adesso. Distante anche dalle persone che hai intorno. Quando torni a vivere nel tuo Paese ti rendi conto di essere rimasta con lo sguardo rivolto altrove, su un altro tramonto, su un’altra alba. Vivere all’estero, in particolare nei campi all’interno di cantieri di lavoro, è un’esperienza unica, della quale sento la mancanza ogni singolo giorno. È un modo di vivere che ti fa sentire diversa e unica, ti rende forte, ti fa sentire te stessa. Perché ti mette alla prova e ti pone senza veli di fronte ad altre realtà. Vivere oltre il confine ti sconvolge la vita, ti travolge e ti rimette in gioco ogni volta. Per me vivere oltre il confine vuol dire vivere oltre me stessa. Dove posso trovare il mio posto. Dove posso sentirmi sempre a casa».