È ballottaggio tra Cappello e Sangiorgi

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Per conoscere sindaco e composizione del consiglio comunale di Imola occorrerà attendere il 24 giugno. In attesa di sapere come si comporteranno le liste escluse dal ballottaggio, se daranno ai loro elettori indicazioni più o meno esplicite di votare Carmela Cappello o Manuela Sangiorgi, oppure se consiglieranno libertà di coscienza, alcune considerazioni possono aiutare a leggere l’esito del voto di domenica. Come era prevedibile, e come elezioni politiche del 4 marzo scorso avevano annunciato, i cittadini imolesi si sono disposti su tre poli. Centrosinistra, centrodestra e Movimento 5 stelle si sono spartiti il 95% dei voti. Tra gli altri, solo Filippo Samachini e la sua Sinistra Unita hanno superato il 3%. Senza apparentamenti, lo scenario che si prospetta come il più probabile, in consiglio ci saranno presenti solo i tre schieramenti principali.
Col premio di maggioranza alla coalizione di chi diventerà sindaco spetteranno 14 dei 24 posti in consiglio comunale. Alla coalizione dello sconfitto ne andranno 6, tutti Pd più la Cappello nel caso in cui vinca la Sangiorgi.
Escluso dal ballottaggio il candidato Giuseppe Palazzolo, al centrodestra andrebbero 4 consiglieri (3 della Lega più lo stesso Palazzolo) nel caso di vittoria del centrosinistra, 3 (Palazzolo più 2 della Lega) se vincesse il M5s. I candidati della lista Salvini che hanno ottenuto più voti sono l’ex Forza Italia Simone Carapia (413) e il consigliere regionale Daniele Marchetti (368), seguiti a grande distanza da Ilyan Dosi (70).
Se a vincere sarà Cappello, al Pd andranno 12 seggi e 1 a testa saranno assegnati a Imola Futuro (l’ex assessore all’autodromo Annalia Guglielmi con 254 preferenze è stata la più votata seguita dall’ex assessore alla scuola Giuseppina Brienza con 178) e Imola Più (il chirurgo Romano Linguerri con 345 è il più votato). Da immaginare anche un ingresso in giunta, cosa che potrebbe portare in consiglio chi sta dietro.
Nel Pd (5.796 preferenze espresse) i campioni sono stati l’ex vicesindaco Fabrizio Castellari (792), il capolista Marco Panieri (763) e l’ex assessore Roberto Visani (756). Distanziati seguono Giacomo Gambi (444) e Daniela Spadoni (355), Marcello Tarozzi (308), Sonia Manaresi (305) e Cecilia Ricci (257), l’ex sindaco di Fontanelice Vanna Verzelli (223), Marina Conti (203).
Gli elettori del Movimento 5 stelle hanno votato più il movimento che le persone. Infatti su 8.562 voti incassati, solo 1.196 hanno indicato anche il nome dei candidati in consiglio. Le (poche) preferenze hanno premiato il vicesindaco in pectore Patrik Cavina (144), Stefania Chiappe (139), Simone Righini (103) dell’associazione Piazza Aperta, Stefano Buscaroli (99), l’ex pretore Ezio Roi (78).
Da annotare anche la messe di preferenze raccolte dall’ex consigliere comunale e capolista di Forza Italia, Nicolas Vacchi. Dei 503 voti di preferenza, ben 389 sono andati a lui grazie al forte radicamento a Sesto Imolese, dove Forza Italia ha raggiunto il 20%. Eppure, penalizzato dal deludente risultato del partito, non basteranno a Vacchi per entrare in consiglio comunale. Ed ora uno sguardo ai risultati nelle sezioni, che trovate pubblicati nelle pagine seguenti. Il Pd ha superato il 40% a Sasso Morelli, “feudo” di Visani, e il 50 al Marconi, oltre che nel seggio a domicilio in ospedale. I risultati migliori per il Movimento 5 stelle sono arrivati dal 32 in Pedagna, tradizionalmente quartiere “rosso” e dal 40 alle scuole Pelloni Tabanelli. Mentre la Lega ha superato il 20% a Campanella, Sasso Morelli e San Prospero.

Stefano Salomoni