A Wimbledon c’è un giudice imolese

244
Stefano Dall'Aglio a destra nella foto

Stefano Dall’Aglio dal 1997 vive a Londra dove lavora come vigile del fuoco.
Nel 2012 ha seguito un corso per diventare giudice di sedia nel tennis. Da lì ha preso parte a tornei sempre più prestigiosi, fino a sedersi nel 2014 sulla sedia di Wimbledon, l’Olimpo del tennis.

Gli arbitri sono un elemento fondamentale nel gioco del tennis, visto che il lavoro di un giudice di sedia garantisce l’ordine di gioco. Devono prendere decisioni rapidamente e senza farsi influenzare né dal pubblico né dagli atleti e debbono gestire al meglio possibili proteste, rapportandosi con grandissimi campioni. Il primo passo per arrivare a questo incarico è la frequentazione di un corso. Superati gli esami di fine corso si diventa allievo arbitro e si inizia il tirocinio per poi ottenere la qualifica di «arbitro nazionale».
A Wimbledon per il torneo di tennis che si gioca sull’erba e che ha preso il via il 2 luglio, sono presenti in questo periodo tre arbitri italiani: Cecilia Alberti, originaria di Parma, vive a Cesena ed è giudice di sedia a Wimbledon dal 2005; Claudio Di Mauro <+nerocors>(a sinistra nella foto)<+testo>, originario di Bologna, da qualche anno residente a Londra, giudice di linea a Wimbledon, è nel mondo del tennis in varie mansioni dal 1985, prima in Italia, poi a San Marino e ora in Inghilterra; Stefano Dall’Aglio <+nerocors>(a destra nella foto)<+testo>, imolese, giudice di linea a Wimbledon già da 5 anni (lavora nel tempo libero sotto la Lawn Tennis Association nel Regno Unito). Di Stefano, Stefanino per gli amici, ci siamo occupati anni fa nella rubrica Imolians: dal 1997 vive a Londra e lavora come vigile del fuoco.
«Mi è sempre piaciuto il tennis – ci scrive – e l’ho seguito e giocato fin da piccolo. Da quando ho assistito per la prima volta a una gara a Wimbledon me ne sono innamorato e ho deciso di fare parte di questo evento mondiale. Quindi a settembre 2012 ho cercato di vedere come entrare e diventare giudice di sedia. Mi sono informato attraverso la Lawn tennis association, la federazione inglese di tennis, ho seguito i corsi e partecipato alle selezioni. E’ risultato che in campo ci sapevo fare, quindi nel 2013 sono entrato in LTA e nel 2014 a giugno ho fatto il mio primo Wimbledon. Quest’anno è il mio quinto Wimbledon. Vivo questa esperienza di giudice come un divertimento, ma è un divertimento “serio”, mi occupa come minimo una sessantina di giorni all’anno, spesso in giro per il mondo includendo tornei come Wimbledon (13 giorni), Eastbourne (8 giorni), poi Queen’s, Birmingham e Nottingham, tutti di sette giorni. Tornei famosi in erba, diciamo che mi piace molto l’erba del campo da tennis inglese».