Crollano le imprese giovanili

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L’Emilia-Romagna è la regione con il più basso tasso di imprenditorialità giovanile in Italia. Come spiegano da Unioncamere, il dato, che di per sé parrebbe negativo, in realtà va posto in relazione al basso tasso di disoccupazione della nostra regione. In poche parole, laddove il mercato del lavoro è complessivamente positivo meno si assiste al ricorso a forme di autoimprenditorialità. Si spiega quindi anche così il fatto che, come emerge dai dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio elaborati da Unioncamere Emilia-Romagna, a marzo 2018 le imprese attive giovanili siano risultate 27.681, pari a solo il 6,9 per cento delle imprese regionali, la quota più bassa tra le regioni italiane. In un anno la perdita è di 1.125 imprese (-3,9 per cento), mentre le altre imprese sono diminuite solo dello 0,4 per cento. A livello nazionale le imprese giovanili scendono a quota 464.467 (-2,9 per cento), pari al 9,1 per cento del totale, mentre le altre imprese confermano la tendenza positiva e segnano un lieve aumento (+0,4 per cento). Le imprese giovanili peraltro diminuiscono in tutte le regioni. Di più in Toscana (-5,4 per cento), Sardegna e Friuli-Venezia Giulia. Nelle regioni di riferimento rispetto all’Emilia-Romagna, l’andamento delle imprese giovanili è meno pesante: in Lombardia -2,9 per cento, Piemonte -3,2 per cento e Veneto -3,7 per cento.