Popolo di che? Popolo della famiglia!

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Quando il 25 marzo 2016 Gianfranco Amato mi telefonò alle 18.30 annunciandomi la nascita del Popolo della Famiglia, quale esperienza conseguente e necessaria ai due grandi Family Day di giugno 2015 e gennaio 2016 (traditi dai politici di allora sull’approvazione, che fu unanime, della legge Cirinnà sulle unioni civili, per non parlare del divorzio breve e più recentemente delle d.a.t.) ebbi un moto di esultanza ma al tempo stesso credetti di non avere capito bene: “Gianfranco scusa, Popolo di che?” e lui “Popolo della Famiglia”. Finalmente, pensai, ritornerò a votare senza tapparmi il naso.
Eppure mi resi conto subito che questa nuova esperienza che vedeva coinvolto in prima persona il presidente dei Giuristi per la Vita avrebbe cambiato molto la mia vita in quanto da segretario della stessa associazione di giuristi, mi vidi catapultato in prima linea a dovere seguire con massima intensità le nostre dinamiche associative posto che il capo era sceso in politica.
Quello che invece non avrei mai immaginato, è che a distanza di quasi due anni l’esperienza politica avrebbe coinvolto anche me in una forma del tutto inattesa: io autenticatore di sottoscrizioni.
Tre sono i principali fattori che mi hanno trascinato:

1) alcuni segni incredibili (non ho scritto “miracoli”, ma semplici “segni”) quali la modifica del sistema elettorale e il conseguente abbassamento della soglia di accesso dei c.d. “partitini” dal 5 al 3 % che rendeva seriamente verosimile, e oggi pressoché certa, la possibilità del PdF di sfondare; inoltre l’abbassamento del numero di firme da raccogliere per ogni collegio al fine di poter presentare il simbolo in scheda elettorale; la previsione, mai vista prima, della possibilità di autenticare firme in capo agli avvocati Cassazionisti che mi coinvolgeva dunque in prima persona.

2) Secondo fattore, la fermezza del Popolo della Famiglia di non scendere a patti con nessuno in questi due anni e in particolare in questa tornata di elezioni politiche. Sarebbe stato comodo accettare le proposte che giornalmente ci pervenivano dai vertici di centro destra e Lega di apparentarci (per intenderci, alla Bonino-Tabacci) ed evitare l’immane lavoro della raccolta firme. Invece si è deciso di andare avanti soli, come una testuggine, tanto da portarci a raccogliere 45.000 firme (1950 in Emilia Romagna, 280 nella sola nostra Imola) distribuite in tutti i 97 collegi nei quali ci presenteremo da Bolzano a Noto, passando per la Sardegna. Tutta l’Italia è coperta dal Popolo della Famiglia, che non a caso si chiama Popolo.  E poi non racconto, in quanto mi dilungherei troppo, la soddisfazione nell’incontrare e scoprire tante persone, anche le più improbabili, che ci sostenevano e ci incoraggiavano nonché gente del “popolo degli astensionisti” che decideva di passare al popolo della famiglia.

3) Terzo fattore, un programma politico tutto focalizzato sulla centralità della famiglia nel sistema economico, sociale, previdenziale, sanitario assistenziale. Ripartire quindi dal fanalino di coda della politica. Sarà un caso che, per la prima volta, il tema “famiglia” si erga a pilastro dei primi dibattiti in tutti i movimenti politici ed in via trasversale ?  Forse abbiamo sollevato un po’ di polvere ? Ben venga se anche solo per ciò è valso questo sforzo. Di sicuro, però, a differenza degli altri che già lo hanno fatto, noi del Pdf non potremo giammai trasgredire alla mission che è direttamente legata al nome del nostro partito, a differenza di altri che da anni e anni promettono dai noti scranni di Montecitorio, ma mai hanno fatto nulla di concreto. E anche le promesse che fanno sono assurde e irreali in quanto propongono, o delle soluzioni deresponsabilizzanti (il reddito di cittadinanza) o assolutamente utopistiche (manovre economiche che farebbero crollare il bilancio statale). Quindi, per concludere: sono estremamente grato di questa nuova e fresca realtà politica.

Avv. Filippo Martini, vicepresidente associazione Giuristi per la Vita.