Antonia Pozzi, poetessa dall’anima bella ma inquieta

Venerdì 9 alle 21 nella sala "Dopo di noi" dell’istituto "Santa Caterina" incontro su Antonia Pozzi a cura dell'Ufficio delle iniziative culturali della diocesi.

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Sarà dedicato alla poetessa Antonia Pozzi il quarto appuntamento della nuova edizione della serie di incontri culturali “Se questo è un uomo” organizzata dall’Ufficio per le iniziative culturali della Diocesi di Imola, in programma alla sala “Dopo di noi” dell’istituto “Santa Caterina” venerdì 9 febbraio, alle ore 21.
«Nata in una famiglia milanese non praticante, si confrontò più volte con il tema della fede, suggeritole da incontri e amicizie importanti – spiegano gli organizzatori della serata -. Pur non aderendo mai alla fede cattolica, in diverse liriche si dimostrò appassionata cercatrice del senso delle cose e attenta osservatrice della bellezza della natura e degli uomini».
«Ho scoperto Antonia Pozzi solo un paio di anni fa, e sono rimasto profondamente colpito dalla freschezza e dalla profondità delle sue poesie – aggiunge Filippo Zanini, che commenterà alcuni suoi testi -. Quella della Pozzi era un’anima bella ma inquieta, sempre alla ricerca di un’elevazione che corrispondesse al suo desiderio infinito. Consapevole della propria fragilità e della propria ricchezza, ha ricercato ostinatamente di dare forma a entrambe attraverso le parole. Lo ha fatto, anche, da giovane e da donna. Tutto ciò la rende una voce straordinariamente singolare nel panorama poetico del nostro Novecento».
Nelle sue poesie «mi hanno colpito tra gli altri due aspetti: il suo legame con la natura e l’ostinata difesa delle relazioni umane – continua Zanini -. Ma c’è un terzo tema, che farà da filo conduttore alla serata e che emerge “carsicamente” nelle rime di Antonia Pozzi: quello della fede, spesso cercata e mai trovata, sempre in bilico tra l’abbandono fiducioso a Dio e la rivendicazione orgogliosa del proprio scetticismo. E proprio la dialettica tra slancio e caduta ben riassume la vicenda letteraria e umana di questa poetessa che troppo presto ha ceduto all’irrimediabilità della vita».
«Antonia Pozzi: una scoperta!», conclude Manuela Rugiero, della Compagnia degli accesi, che reciterà i testi. «Devo essere sincera: non avevo mai sentito il suo nome prima che mi proponessero di leggere alcune delle sue numerose poesie. Accedo a Internet e mi si apre un mondo, addirittura un sito dedicato! Leggo una breve biografia e la vita difficile e per certi versi ostacolata, ma anche ricca e intensa di questa giovane scrittrice, mi colpisce, soprattutto se paragonata a quella che può essere la vita di un suo coetaneo ai giorni nostri. All’età di ventisei anni, laureata con lode, conosce l’inglese e il tedesco, ha viaggiato e insegnato, ha all’attivo numerosi scritti e alle spalle un amore impossibile, è un’ottima fotografa e si impegna a favore dei poveri. Una vita, però, spentasi troppo presto. Nelle poesie che presenteremo è possibile ritrovare tutta la sensibilità, la religiosità, la passione e la cultura di quella giovane donna talentuosa che si sentiva “una piccola ombra in riva alla luce”».

Luca Balduzzi