Migranti e bene comune, parola a san Tommaso d’Aquino

I santi sono amici di Dio e in quanto tali il loro messaggio, la loro testimonianza rimane sempre attuale nei secoli perché hanno saputo vivere la parola di Dio e l’hanno incarnata nella loro vita donandosi totalmente. Come dice il libro della Sapienza “La sapienza sebbene unica, essa può tutto; pur rimanendo in se stessa, tutto rinnova e attraverso le età entrando nelle anime sante, forma amici di Dio e profeti” (sap. 7,27). Ed eccoci davanti a una delle più eccellenti anime sante che si sono lasciate trasformare da Dio diventando così il nostro “Dottore Angelico”: san Tommaso D’Aquino.
Anche se sono passati secoli il suo messaggio rimane sempre attuale e fonte di grande ispirazione per chi attinge dai suoi scritti. Tutti i suoi scritti sono risposte alle domande che gli venivano posti dagli uomini dell’epoca; ma si sa, il cuore dell’uomo, nonostante tutto, è sempre lo stesso e le domande che furono fatte ai suoi tempi sono le stesse che ci facciamo oggi. Ancora adesso possiamo trovare risposte alle nostre domande fra i suoi pensieri. Ogni sua opera, dalla più famosa, la Summa Teologica, fino all’ultimo opuscoletto scritto durante un breve momento di pausa, vuole rispondere alla sete dell’uomo di ieri e di oggi. Si dice che la sua disponibilità a chiunque gli chiedesse delucidazioni era totale, bastava fargli la domanda ed eccolo già con carta e pennino a scrivere e nasceva così un capolavoro come solo lui poteva comporre. Per non dire quanto ha viaggiato fra l’Italia e la Francia per affrontare le dispute teologiche che si facevano nelle varie università. Mite, umile, rimanendo sempre se stesso.
Ora che abbiamo sottomano internet, che se usato bene può aiutarci, proviamo a fare qualche domanda attuale: che cosa pensa san Tommaso degli stranieri? Ed ecco san Tommaso: «Con gli stranieri ci possono essere due tipi di rapporti: l’uno di pace, l’altro di guerra. E rispetto all’uno e all’altro la legge contiene giusti precetti». San Tommaso afferma, dunque, che non tutti gli immigrati sono uguali, perché i rapporti con gli stranieri non sono sempre i medesimi: alcuni sono pacifici, altri conflittuali. Ogni nazione ha il diritto di decidere quale tipo di immigrazione può essere ritenuta pacifica, quindi benefica per il bene comune; e quale invece ostile, e quindi nociva. Come misura di legittima difesa, uno Stato può rigettare elementi che ritenga nocivi al bene comune della nazione. Un secondo punto è il riferimento alla legge, sia divina sia umana. Uno Stato ha il diritto di applicare le proprie leggi giuste. Il dottore angelico passa poi all’analisi dell’immigrazione “pacifica”. San Tommaso: «Infatti gli ebrei avevano tre occasioni per comunicare in modo pacifico con gli stranieri. Primo, quando gli stranieri passavano per il loro territorio come viandanti. Secondo, quando venivano ad abitare nella loro terra come forestieri. E sia in un caso come nell’altro la legge imponeva precetti di misericordia; infatti nell’Esodo si dice: “Non affliggere lo straniero”; e ancora: “Non darai molestia al forestiero”». Qui san Tommaso riconosce che ci possono essere stranieri che, in modo pacifico e quindi benefico, vogliano visitare un altro paese, oppure soggiornarvi per un certo periodo. Tali stranieri devono essere trattati con carità, rispetto e cortesia, cosa richiesta ad ogni uomo di buona volontà. In tali casi, la legge deve proteggere questi stranieri da qualsiasi sopraffazione.
Concludo con quanto disse papa Giovanni XXII nel 1323, quando lo canonizzò a chi gli obiettava che non aveva fatto miracoli rispose: “Quante preposizioni teologiche scrisse, tanti miracoli fece.

Appuntamenti in diocesi:
A Castel Bolognese fino al 27 gennaio si celebrerà la novena al santo dopo la Messa delle 18. Lunedì 29 ci sarà la festa. Alle 8.30 santa Messa parrocchiale nella chiesa del Monastero della Santissima Trinità. Alle 17.30 i vespri solenni con la Parrocchia, alle 18 santa Messa e a seguire un momento di convivialità in parlatorio.

Monache domenicane di Castel Bolognese