Accoglienza e integrazione: la grande sfida di oggi

Domenica 14 la 104esima Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. In cattedrale alle 17.30 la Messa celebrata dal vescovo per pregare insieme a "chi bussa alla nostra porta".

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Chi ben comincia è a metà dell’opera, dice un vecchio proverbio nato dalla saggezza popolare. Chissà… speriamo valga anche per le buone intenzioni del primo giorno dell’anno, quando ci siamo trovati in tanti a ripetere e meditare, in marcia lungo le strade del centro storico, le quattro azioni indicate da papa Francesco per la giornata della Pace, così come per quella dedicata alle migrazioni: Accogliere, proteggere, promuovere, integrare.
Il primo giorno dell’anno alla Messa in san Cassiano dedicata ai “Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace” eravamo tanti (anche se potevamo certamente essere di più) e speriamo che anche domenica 14 gennaio, 104esima Giornata mondiale dei migranti e dei rifugiati, alle 17.30 ci ritroveremo altrettanti, se non di più, per continuare a pregare e riflettere assieme al nostro vescovo il grande impegno di “Accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati”, come dice il titolo – preso da una citazione di Pio XII – e il testo del Messaggio di Papa Francesco per l’occasione.
In questi tempi verrebbe da dire che, andando contro corrente (il nostro vescovo nell’omelia del 1 gennaio ha detto dei marciatori della pace “a costo di disturbare qualcuno”), il Papa usa con decisione parole che non si possono addomesticare a piacere: «accogliere significa innanzitutto offrire a migranti e rifugiati possibilità più ampie di ingresso sicuro e legale nei paesi di destinazione. (…) Proteggere, si declina in tutta una serie di azioni in difesa dei diritti e della dignità dei migranti e dei rifugiati, indipendentemente dal loro status migratorio. Tale protezione comincia in patria e consiste nell’offerta di informazioni certe e certificate prima della partenza e nella loro salvaguardia dalle pratiche di reclutamento illegale. (…) Promuovere vuol dire essenzialmente adoperarsi affinché tutti i migranti e i rifugiati così come le comunità che li accolgono siano messi in condizione di realizzarsi come persone in tutte le dimensioni che compongono l’umanità voluta dal Creatore. Tra queste dimensioni va riconosciuto il giusto valore alla dimensione religiosa, garantendo a tutti gli stranieri presenti sul territorio la libertà di professione e pratica religiosa. (…) Integrare, si pone sul piano delle opportunità di arricchimento interculturale generate dalla presenza di migranti e rifugiati. L’integrazione non è “un’assimilazione, che induce a sopprimere o a dimenticare la propria identità culturale. Il contatto con l’altro porta piuttosto a scoprirne il “segreto”, ad aprirsi a lui per accoglierne gli aspetti validi e contribuire così ad una maggior conoscenza reciproca. È un processo prolungato che mira a formare società e culture, rendendole sempre più riflesso dei multiformi doni di Dio agli uomini”».
A san Cassiano, domenica 14 gennaio alle 17.30, la nostra chiesa locale pregherà perché accoglienza, protezione, promozione e integrazione diventino sempre più le nostre caratteristiche distintive. L’invito è rivolto a tutti: italiani, migranti e rifugiati. E un segno di accoglienza sarebbe già se l’invito a partecipare a migranti e rifugiati lo rivolgessero gli italiani sollecitati da queste righe.

Saverio Orselli