Apologia di un tirocinante

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Non si smette mai di imparare. Semplicemente cambia il modo in cui lo si fa. Arriva il momento in cui non sono più i libri a trasmettere un sapere, ma le persone che ti trovi accanto. Tirocinio, apprendistato, training, stage (pronunciato alla francese o all’inglese). Tanti sinonimi per dire un’unica cosa: periodo di addestramento pratico all’esercizio di un mestiere o di un’arte, sotto lo sguardo vigile di professionisti del settore. Senza scomodare paragoni aulici e medievali con Giotto alla bottega di Cimabue, è un intervallo di tempo in cui avviene il sospirato passaggio dalla teoria alla pratica. Il Nuovo Diario Messaggero da anni ha iniziato ad aprire le porte della redazione di via Emilia agli studenti, provenienti sia dalle varie facoltà di Unibo sia dalle scuole del circondario. All’interno della redazione non si fanno fotocopie, per citare uno degli stereotipi più frequentemente associati alla parola stage assieme al concetto di sfruttamento. Lì si apprende, si sperimenta, si impara il significato di parole quali responsabilità e scadenze. Si entra come ingranaggio della macchina che smuove le rotative ogni settimana e ci si sente parte di un team con un unico obiettivo: essere la voce di un territorio, per un territorio. È la stampa, bellezza! Trasmettere informazioni, cultura, raccontare un tessuto sociale ed economico nelle sue continue evoluzioni per creare una comunità di destino informata e partecipante. Ut unum sint (affinchè siano una cosa sola), come recita ogni settimana la scritta in latino sulla copertina dello storico settimanale imolese. E che ne fa trasparire chiara la vocazione cattolica, essendo un versetto evangelico che ha anche dato il titolo ad un’enciclica di san Giovanni Paolo II. E un legame viene a crearsi tra chi entra per motivi curricolari nella redazione e la stessa, tanto che alcuni di loro a tutt’oggi fanno parte della redazione o collaborano con il settimanale. Storia e futuro, professionisti e tirocinanti, insegnanti ed alunni. Fianco a fianco, come una squadra. Con la giusta dose di pazienza che l’insegnamento a volte richiede. Offrendo delle possibilità a chi è ancora un neofita del mestiere si assicura la risorsa senza la quale ogni attività umana sarebbe vacua: il futuro. E in tempi in cui guardare al futuro significa spesso navigare a vista, ecco che qualcuno può insegnarti a tracciare una rotta verso la personale vittoria. Un veliero in porto è al sicuro, ma non è per questo che le navi sono state costruite.

Giovanni Baistrocchi