Il prossimo sindaco di Imola? Imolese, grazie

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Ovviamente non è un problema di luogo di nascita o residenza, ma di progetto politico, priorità e coerenza. Nell’ultimo decennio (2008-2018) Imola ha visto scomparire, affievolirsi o indebolirsi quasi tutti i principali presìdi di autonomia del nostro territorio, come Hera Imola Faenza (2012) e la Sezione distaccata del Tribunale (2013), il Circondario reso sostanzialmente inesistente, l’Asl svuotata dall’interno della sua autonomia con il sistema delle reti cliniche (manterrà un’autonomia formale presumibilmente fino al termine di mandato dell’attuale giunta regionale, cioè il 2020). Su queste vicende si staglia l’ingresso ope legis nella Città metropolitana di Bologna (2015), che ha accentuato il distacco di Imola dalla parte ravennate dei suoi territori, ponendola in una posizione contradditoria: si sottolinea l’importanza strategica di essere inseriti nel sistema metropolitano, e si è accettato un suo modello istituzionale che esclude gli imolesi dalla scelta del sindaco metropolitano, che è attualmente in modo automatico il sindaco di Bologna, eletto dai soli bolognesi, circa un terzo degli abitanti della provincia. Oggi non è importante stabilire se questi eventi sono stati voluti o subiti, ricercati o passivamente accettati: sono un dato reale e con la realtà ci si deve sempre confrontare. Se l’esperienza dei rapporti con Bologna insegna che la via della resa strutturale non può essere controbilanciata da singole nomine di imolesi in posizioni di rilievo, diviene di importanza fondamentale definire la strategia istituzionale del prossimo quinquennio: salvaguardare l’autonomia istituzionale, sociale ed economica del nostro territorio è un valore, oppure è un ingombrante relitto del passato che va rapidamente rimosso? In altre parole quale delle due opzioni ci dà maggiori possibilità di sviluppo e valorizzazione oggi? Sono legittime entrambe le risposte, purché dichiarate esplicitamente e altrettanto esplicitamente motivate, magari evitando di presentare scelte subite come opportunità cercate, se non altro per rispetto all’intelligenza media delle persone. In ogni caso una/un sindaca/o di Imola esiste per tutelare, valorizzare e promuovere la propria comunità, anche con una presenza fisica non rapsodica. Per questi motivi abbiamo molto, molto, molto bisogno di un/una sindaco/a Imolese (la maiuscola non è un refuso). Una parola e una maiuscola che da sole sintetizzano un programma di mandato meglio di tante pagine.

Andrea Ferri