La Giornata del seminario

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Un’istituzione essenziale per la diocesi e molto significativa anche per la vita sociale del territorio imolese, il seminario. È auspicabile che il suo aggiornamento ora avvenga in modo condiviso, mentre in tempi di maggiore stabilità il rettore ne attuava quasi da solo le finalità e ne impersonava tutte le funzioni. Attualmente è già molto diverso dai decenni scorsi, ma dovrà cambiare ancora. Da luogo esclusivo della formazione al sacerdozio, è diventato infatti progressivamente la comunità formativa della Chiesa locale. I diaconi, i ministri istituiti, i catechisti dovranno trovarvi la loro sede formativa e il loro punto di ritrovo abituale. Anche la formazione permanente dei sacerdoti va potenziata, rendendola più regolare; come quella dei laici, del resto, andrà ricondotta a questo luogo, bilanciando prossimità, diversità e intensità dei momenti formativi. Così pure, le scuole San Giovanni Bosco dovrebbero progettare le proprie attività in modo che si inseriscano a pieno titolo entro le finalità del seminario diocesano che – ripeto – non è più il luogo riservato unicamente alla cura delle vocazioni sacerdotali. La Giornata annuale del seminario di conseguenza non va confusa con la Giornata di preghiera per le vocazioni, ma diventa l’occasione in cui tutte le parrocchie e le altre comunità della diocesi si rendono più sensibili alla “ministerialità” e alla formazione, rispondendo anche alla richiesta di un contributo economico, perché la formazione “fatta in casa” sarà magari a costo zero, ma non riesce a coprire tutte le esigenze né a garantire livelli e qualità. Il ministero sacerdotale rimane essenziale, nella Chiesa e per il bene dell’umanità; esso continua a richiedere ad ogni diocesi o gruppo di diocesi la presenza di un seminario, ma non esclude che questo si presti a coprire tutto l’arco delle attività formative. Amarlo, frequentarlo, farlo conoscere, dare il proprio apporto per renderlo sempre più luogo di incontro con il Maestro, è un aspetto rilevante dell’esperienza ecclesiale. Chi non si cura del proprio seminario rimane ai margini di tale entusiasmante e decisiva esperienza.

monsignor Tommaso Ghirelli, vescovo di Imola