Una storia ancora tutta da scrivere

587

Come realtà scout Agesci della diocesi di Imola volevamo prima di tutto dire un grazie, per ogni volta che ci viene chiesto di raccontare qualcosa di noi: la Chiesa locale, infatti, cresce dallo scambio della narrazione delle nostre vite, con le tappe, i percorsi, le novità che ognuno di noi apporta a tutta la comunità dei credenti, dei laici, delle famiglie che hanno iscritto i loro figli agli scout o pensano di farlo in futuro, di chi mette al servizio di tutti la chiamata ricevuta da Dio, come il nostro vescovo, i sacerdoti, frati, religiosi/e che ci aiutano e hanno imparato a conoscerci lungo i decenni, o che sono portatori di altre esperienze rispetto alla nostra. E allora, che cosa bolle nella pentola? Negli ultimi due mesi in particolare i capi scout della Zona di Imola sono stati più volte chiamati per disegnare i nuovi orizzonti educativi, nuove piste di lavoro sia in termini interni che verso l’esterno. E vediamo così che ognuno dei prossimi appuntamenti porterà con se uno sguardo aperto al mondo e una voglia di raccontarci, figlia del nostro voler essere al servizio degli altri, del Paese e della Chiesa. Abbiamo già visto i rovers e le scolte dell’Imola 1 che hanno presentato pubblicamente la loro route in Albania, mentre tra poche settimane sarà la volta del clan dell’Imola 4, che racconterà alla città, tramite una veglia rover, l’esperienza del campo di servizio in Africa. Vedremo una settimana prima di Natale i lupetti dell’Imola 2  bussare alle porte del quartiere di Zolino per portare nelle case la luce di Betlemme, la luce di Gesù, prelevata da altri scout nella grotta della natività. È recentissima poi la riflessione fatta in comitato di zona che vuole attivare un percorso assieme alla Diocesi per scoprire negli educatori scout il carisma e il servizio del lettorato e del ministro straordinario dell’eucarestia. Vediamo inoltre sempre più coinvolti i capi dai parroci nell’iniziazione cristiana, percorso fondamentale nella formazione religiosa del bambino. La città sarà poi chiamata a riflettere sulle sfide educative di oggi e di domani in un seminario aperto a tutti, i primi dei febbraio, nella costante convinzione che solo uniti si vince la sfida che più di ogni altra oggi viene ritenuta centrale. Sarà questa l’ennesima iniziativa del Sessantesimo anniversario dello scoutismo imolese, che culminerà nel 2018. Non solo celebrazioni quindi, ma anche riflessioni concrete per condividere e confrontare la nostra proposta educativa con il resto degli attori (insegnanti, politici, educatori laici e consacrati) impegnati su questo fronte, per dire ancora una volta che ci siamo e ci prendiamo a cuore il futuro dei nostri ragazzi. L’Agesci ci mette il foglio bianco, la penna, il titolo e qualche idea: chi ha voglia di scrivere con noi questa storia?

Luca Salvadori, Sabrina Drei; responsabili Agesci Zona di Imola