Politica, formazione e cultura

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In piazza San Pietro, il 30 aprile scorso, papa Francesco ha lanciato un appello all’Azione Cattolica molto chiaro: “sentite forte dentro di voi la responsabilità di gettare il seme buono del Vangelo nella vita del mondo, attraverso il servizio della carità, l’impegno politico, – mettetevi in politica, ma per favore nella grande politica, nella Politica con la maiuscola! – attraverso anche la passione educativa e la partecipazione al confronto culturale. Allargate il vostro cuore per allargare il cuore delle vostre parrocchie. Siate viandanti della fede, per incontrare tutti, accogliere tutti, ascoltare tutti, abbracciare tutti”. Ha così confermato la scelta nota come religiosa, che è far scaturire dalla spiritualità incarnata il personale, libero e responsabile impegno nella costruzione del bene comune, in ogni ambito della vita sociale oltre che ecclesiale. Per questo e innanzitutto la Politica riguarda ogni singolo laico cristiano. Compito dell’Azione Cattolica è la missione attraverso la formazione. Una formazione che susciti coscienze cristiane mature, capaci di discernere con competenza, oltre che con generosità, sulla complessità delle questioni che attengono anche alla sfera politica, con uno stile che cerchi sempre nel dialogo, nell’elaborazione culturale, nelle alleanze, la strada faticosa di un’intesa che sia volta allo sviluppo per tutti, in particolare dei deboli. Oggi la Politica è fortemente indebolita, soprattutto sul piano culturale, anche a Imola: prevale la semplificazione dei problemi con conseguente immediata risposta. Ma è evidente che la nostra è una società complessa, articolata, in cui le scelte devono essere compiute a partire da un’analisi accurata e paziente. Non esistono risposte facili, anche se tanti soggetti le propongono, abbassando ulteriormente la cultura politica dei cittadini. Occorre la ricerca di una sintesi vera e non strumentale: prima dell’Io, il Noi, per non cadere in derive egoistiche e mantenere fermo il concetto stesso di polis. Essere responsabili insieme, lavorare insieme, in una forma democratica di partecipazione e di servizio: sono scelte quotidiane in AC. C’è bisogno di dedizione al bene comune, di saper tessere relazioni, ricucire le tante divisioni che una politica di parte (non necessariamente partitica) ha diffuso, creando sfiducia, malcontento e impoverendo la cultura politica. “La principale formazione alla sensibilità politica, alla responsabilità politica, all’attività politica, è la formazione dell’uomo come tale… Un’altra cosa che mi pare si richiede in modo speciale, è la capacità di giudicare e di scegliere, … si deve insistere sulla formazione del senso di libertà, intesa come rispetto degli uomini, come tolleranza delle idee altrui, ovviamente necessaria in un sistema democratico e nello stesso senso connaturale con qualunque tipo di esperienza umana.” Sono parole di Vittorio Bachelet, ancora oggi un buon programma per ogni persona che decida di impegnarsi nella Politica.

Laura Pantaleoni, presidente dell’Azione Cattolica diocesana