Il Vangelo sempre attuale

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Il 24 ottobre è la solennità della Dedicazione della chiesa cattedrale costruita nella città di Imola, avvenuta nel 1271. I nostri padri impiegarono un secolo per costruirla, dopo la distruzione del castello di San Cassiano, in cui si trovava la prima cattedrale edificata sulla tomba di san Cassiano. Va riconosciuta agli imolesi la devozione al santo martire perché ab immemorabili la festa di San Cassiano (13 agosto) è sempre stata frequentata nonostante le ferie, la secolarizzazione. Anzi dal 2003, anno in cui si è celebrato il diciassettesimo centenario del martirio del santo fondatore della Chiesa imolese, la partecipazione si è arricchita della presenza delle rappresentanze dei sindaci delle città della diocesi e delle autorità civili. La ricorrenza della Dedicazione non era seguita dal popolo. Solo i canonici celebravano la solenne officiatura e accendevano le dodici candeline per tutta la chiesa, che indicavano le dodici colonne consacrate, simbolo dei dodici apostoli su cui è fondata la Chiesa di Cristo. Il vescovo monsignor Giuseppe Fabiani all’inizio del suo ministero (1989 – 2002) promosse la partecipazione di tutti i fedeli alla concelebrazione, arricchendola di particolari eventi come l’ordinazione presbiteriale di don Andrea Querzè nel 1992. Che cos’è una Chiesa? “In questo luogo santo, Tu ci edifichi come tempio vivo e raduni e fai crescere come corpo del Signore la tua Chiesa diffusa nel mondo, finché raggiunga la sua pienezza nella visione di pace della città celeste” (liturgia). La chiesa cattedrale è la madre di tutte le chiese, è simbolo della comunità diocesana fatta di pietre vive, che siamo noi cristiani. È la Chiesa del vescovo in cui si celebrano le ordinazioni e gli eventi principali della comunità ad esempio l’accoglienza del nuovo vescovo o la sua dipartita, le principali feste dell’anno e in primis la Pasqua, le cresime degli adulti e dei ragazzi. Quotidianamente rende presente Gesù adoratore del Padre con la recita delle lodi mattutine e la messa, indicando che la prima cosa da farsi per tutti è la lode mattutina. Ogni giorno il vescovo partecipa coi canonici e fedeli a questo momento. In questa solenne celebrazione vogliamo ricordare il 25˚ anniversario di ordinazione presbiteriale del nostro vicario generale don Andrea Querzè e ringraziare il Signore per il suo impegno pastorale a favore dell’evangelizzazione. Un ricordo particolare va anche a monsignor Giuseppe Fabiani che promosse la partecipazione a questa solennità e ora ci accompagna con la preghiera fecondata dalla malattia. Ma prima di tutto siamo qui per ringraziare il Signore del dono della fede, di fare parte della Chiesa imolese e di essere “la carne di Cristo” salvata e chiamata a portare il lieto annuncio del Vangelo dove viviamo e nelle situazioni più difficili. Riporto un brano significativo dell’editoriale della “Rivista del clero italiano”, n˚7/8 del 2017. Di fronte allo scenario odierno dove i cristiani si trovano in situazione di minoranza, pluralismo religioso, indifferenza, diffusa religiosità informe e immatura, non bisogna cadere nelle facile tentazione di guardare avanti, immaginando chissà quali futuri cambiamenti. Proprio questa situazione dovrebbe invece indurci a guardare indietro, ravvivando con coraggio la memoria del Signore Gesù per essere più evangelici, semplicemente più evangelici. Comunque sia per il futuro, è certo che il Vangelo non sarà meno necessario, ma più necessario, non meno attuale, ma più attuale. Dalla memoria del santo martire Cassiano attingiamo forza per essere testimoni.

Monsignor Giovanni Signani, presidente del Capitolo della Cattedrale