Una calda primavera macroeconomica

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Come premessa alla riflessione sul contesto economico del nostro Paese vorrei sottolineare la similitudine tra condizioni climatiche e macro-economia: ai brutali isterismi del clima possiamo legittimamente associare altrettanti potenziali rischi di repentine inversioni del trend di crescita, causate dalle minacce di una guerra nucleare o dall’ennesimo attentato terroristico. Tuttavia raramente si è vista una concomitante raccolta di segnali positivi: dal mondo delle imprese al mondo del lavoro, dagli investimenti stranieri al turismo. Certamente la politica di Mario Draghi volta alla immissione di liquidità grazie alle iniziative della Bce è riuscita ad invertire il trend di decrescita ed ha permesso il salvataggio di molte banche. Anche le iniziative per salvare le banche Venete ed il Monte dei Paschi in primis si sono rivelate corrette, tranquillizzando i partner europei in apprensione per i troppi crediti deteriorati del nostro sistema. Il Ministro Calenda ha saputo intelligentemente usare lo strumento dello sgravio fiscale legato ad investimenti in software ed automazione (per semplificare il così detto Industry 4.0) stimolando gli investimenti in settori che si riveleranno sempre più determinanti nel futuro. Anche l’iniziativa del Patent Box che permette sgravi a chi spinge sull’innovazione è di lungo respiro perché promuove ciò che rende forti le imprese italiane: la creatività. Tutto ciò alla fine si è tradotto nella crescita del Pil in proiezione annua al +1,5%. Per promuovere un minor risparmio delle famiglie e dei privati, favorendo il finanziamento alle piccole e medie imprese ha creato i Pir (piani individuali di risparmio) che hanno raggiunto i 5 miliardi di euro: sui rendimenti di questi investimenti c’è la piena esenzione fiscale e sono rivolti primariamente ad imprese non finanziarie quotate nella borsa italiana. Anche il mercato del lavoro ha visto l’aumento degli occupati a 23 milioni e ciò è senza dubbio anche frutto della riforma del Ministro Poletti: il Jobs Act. Negli ultimi mesi è cresciuto il turismo in maniera significativa, oltre il 20% rispetto al 2016 e soprattutto nelle regioni del Sud come Sicilia, Puglia e Calabria. Non sembra vero poter combinare la vocazione industriale del Centro-Nord con arte e cucina del Sud! Ma soprattutto è cambiata la percezione del nostro Paese oggi sotto i riflettori dei grandi investitori internazionali e questo spiega la crescita del mercato azionario, quello che è cresciuto di più da inizio anno. Possiamo dunque concludere che l’inverno è passato? Probabilmente, ma certamente possiamo dire che le iniziative di alcuni uomini capaci che sostituiscono i fatti alle parole, prima o poi, danno frutto.

Pietro Cassani, amministratore delegato Marchesini Group