Andare a scuola per aprire la mente e il cuore alla realtà

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Ci siamo. Anche quest’anno ricomincia la scuola. A dire il vero per alcuni non è mai finita. Penso ai dirigenti scolastici, ai collaboratori e a tanti che durante l’estate hanno preparato questo nuovo anno scolastico, non ultimi i genitori che hanno seguito i loro figli nello svolgimento dei compiti estivi. Insegnanti e personale che vanno e che vengono, nuove normative e obblighi di legge… ci sono stati giorni frenetici che non devono però farci dimenticare lo scopo della scuola, rischiando di farci partire con il fiato corto. È un nuovo inizio, è ogni anno un nuovo inizio dell’avventura più entusiasmante che ci possa essere: l’avventura della conoscenza di sé e del mondo, il luogo dove scoprire l’immensità del proprio desiderio di felicità. Papa Francesco ci ha detto: “Andare a scuola significa aprire la mente e il cuore alla realtà, nella ricchezza dei suoi aspetti e delle sue dimensioni… ed è un luogo di incontro nel cammino”. Innanzitutto è un luogo, fatto di muri, di banchi, di lavagne e di persone, di rapporti, di relazioni, di sguardi e parole. Ed è un luogo nel quale avviene un cammino, la scuola è un cammino e come tale ha un fine che non è il suono dell’ultima campanella ma l’accettare insieme la sfida della vita, il segno a cui la realtà rimanda. Per questo è la libertà l’energia ultima di questo cammino. A noi insegnanti è chiesto di essere educatori e maestri secondo quanto Dante dice di Virgilio: “E poi che la sua mano a la mia puose, con lieto volto, ond’io mi confortai, mi mise dentro alle segrete cose” Guardiamoli così i nostri studenti, con lieto volto, con simpatia e carità per non scandalizzarci dei loro limiti, ma per sorprendere e valorizzare ogni passo, piccolo o grande, che compiranno verso la loro maturità. Non c’è lavoro più entusiasmante del nostro, cosa c’è di più interessante che farsi compagnia ai giovani per “metterli dentro alle segrete cose” e così essere provocati noi per primi a non fermarci, a non dare per scontato nulla, a riscoprire continuamente quello che crediamo di sapere, a continuare ad essere educati dalla realtà. Agli alunni, di qualsiasi età, è chiesto di lasciarsi sfidare, provocare dalle proposte che verranno fatte loro, sempre mettendosi in gioco in prima persona perché solo così potranno scoprire e appassionarsi alla realtà. L’augurio che ci facciamo è che la fatica, che ci sarà, non diventi obiezione, ma condizione inevitabile di un cammino ricco e umano. Che possiamo entrare a scuola ogni mattina, insegnanti e alunni, tesi a scoprire che cosa accadrà di bello, di utile, di interessante perché ognuno di noi possa fare un passo verso la scoperta del bello, del vero e del buono.

Prof. Tearosa Tabanelli, dirigente scolastico Scuole San Giovanni Bosco Imola