Imbarazzante legge elettorale targata Pd, Fi, Lega e M5S

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Imbarazzante, davvero imbarazzante il fallimentare esito del tentativo di dare al paese una legge elettorale messo in piedi dai quattro moschettieri Renzi, Berlusconi, Grillo e Salvini. Non poteva che finire così se con un minimo di buon senso si analizzano i diversi DNA degli attori in commedia. Una legge elettorale dovrebbe garantire al paese governabilità e rappresentanza. La proposta inevitabilmente fallita di cui si è tanto discusso in questi giorni non ha nulla che garantisca al paese di essere governato e tantomeno in grado produrre un parlamento rappresentativo del mondo politico nazionale al quale appartengono anche altre formazioni politiche che nulla hanno da spartire con gli estensori dell’accordo farlocco di cui oggi senza essere illuminati strateghi della politica, ci rendiamo perfettamente conto. E’ elementare che per governare un paese serve una maggioranza parlamentare che sostenga il governo. Ho provato a fare delle ipotesi sull’improbabile esecutivo che potesse nascere con la legge elettorale “alla tedesca” (pur non avendo nulla che ci si avvicini a questa). Convinto che mettere d’accordo forze politiche che su quasi tutto la pensano in modo diverso, sono giunto alla conclusione confermata dagli avvenimenti parlamentari della settimana appena trascorsa, che questo tentativo è demenziale. Sostenitori ad oltranza del proporzionale puro contro altri convinti che il solo sistema utile sia quello maggioritario. Alcuni si stracciano le vesti per avere le preferenze altri invece sostenitori delle liste bloccate senza voto di preferenza individuale. Europeisti convinti da un lato ed eurosettici dall’altro. Favorevoli all’immigrazione ed altri che al sol pensare di accogliere uno straniero si fanno venire l’orticaria. Da un lato coloro che credono nella libera iniziativa di impresa contro chi vede solo e soltanto quello che ha l’etichetta statale. Vale per la sanità, vale per la scuola, vale per l’imprenditoria privata. Mettere d’accordo chi ha scelto di votare “no” al referendum costituzionale con chi invece questo tentativo l’ha difeso al punto da mettere in gioco la sua esperienza politica proposito questo abbandonato prontamente come era assai chiaro a chi vive in questo mondo di gente dalla dubbia coerenza. Potrei continuare ma non c’è spazio. Facciamo pure una legge elettorale che tagli via una bella fetta di volontà popolare ma se pensiamo che FI, PD, Lega e M5S in qualche modo riusciranno a mettere in piedi uno straccio di governo in grado di durare e soprattutto fare quello che serve al paese, è pura follia. E chi ci rimette sono quei cittadini che anche il M5S con questa incestuosa alleanza rinuncia di fatto a difendere. C’è poi un’altra osservazione che merita essere fatta e riguarda la rappresentatività dell’elettorato. Faccio due conti a partire dalla realtà di oggi. Ad essere ottimisti alle prossime politiche andranno a votare si e no il 60% degli aventi diritto. I voti dei partiti che con lo sbarramento al 5% non troveranno rappresentanza parlamentare assommeranno ad almeno il 15%. Ciò significa che i quattro “moschettieri” potranno contare su una percentuale di voti inferiore alla metà dei cittadini chiamati ad esprimere il loro voto. Certo votare è un diritto e un dovere e chi non lo fa (40%) non è giustificato. Ma la realtà è che seguire il folle proposito di tagliare fuori una fetta considerevole di elettorato non produrrà alcun effetto pratico sulla tanto sbandierata governabilità del paese che è e resterà ingovernabile. Qualche conclusiva domanda: prima degli interessi della nazione, prevarranno i pruriti elettorali di Lega, PD e M5S? Occhio a quello che è capitato alla signora May in Inghilterra! Si preferisce imboccare il pericoloso percorso anticamera della fine della democrazia parlamentare rappresentativa, oppure ci sarà spazio per altre più ragionevoli scelte che tengano conto della realtà civile del paese? Tempi duri amici, ma vietato arrendersi.

dddAlessandro Mirri