Grazie di tutto, Minguz!

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L’aveva annunciato da settimane («i campionati italiani saranno la mia ultima gara da atleta») e, a onor del vero, non lo si vedeva più sul tappeto da tanto tempo (colpa dei troppi infortuni che ne hanno costellato la carriera). Ma quando il ritiro è diventato realtà, una lacrima è caduta anche a lui. Andrea Minguzzi, il lottatore con le grandi orecchie, il campione che, otto anni fa, in un’indimenticabile finale, ci fede esplodere di gioia per quell’oro olimpico incredibile, conquistato con una cavalcata meravigliosa.
Ieri, a Roma, la sua ultima “esibizione”: un combattimento, le scarpe appoggiate sul tappeto, un inchino e poi, in un attimo, tutta la carriera che scorre davanti. Ora un futuro da tecnico, la polizia lo vuole come responsabile dei centri che dovranno allenare i campioni del futuro. Proprio com’è stato lui.
«Ho pensato tante volte a come sarebbe stato – le sue parole a Fijlkam.it – ma nel momento in cui l’ho fatto non ho potuto evitare di emozionarmi. Il titolo Olimpico è stata una gioia immensa, è stato l’apice della mia carriera di atleta, invece qui davanti alle persone che sono la mia famiglia sportiva si conclude un percorso che ho molto amato fare e che è stato fin’ora esclusivo nella mia vita. Da domani inizierò una nuova carriera, la mia vita da adulto».
Tu chiamale, se vuoi, emozioni…