«Se si potessero unire la nostra spigliatezza e la rigidità tedesca!»

314

Affascinata dalla cultura e dalla lingua tedesca, Roberta Caputo, 26 anni, ha lasciato Imola per trasferirsi in Germania. Ecco il suo racconto da Colonia. Maria Adelaide Martegani

«Non avrei mai pensato di potermi tanto innamorare della cultura e della lingua tedesca: di questo devo ringraziare la mia professoressa del liceo, Annalisa Cattani, che è riuscita a trasmettermi tutta la sua passione per la Germania. Dopo aver studiato tedesco con lei al liceo ho frequentato un anno di università a Bologna (Lingue e letterature straniere), poi ho deciso di portare avanti soltanto lo studio del tedesco. Mi sono quindi iscritta al Goethe-Institut di Bologna e ho conseguito la certificazione internazionale. Fin da allora ho deciso che mi sarei trasferita prima o poi in Germania e ho cominciato, ogni volta che ne ho avuto l’occasione, a fare qualche viaggetto da queste parti per conoscere le varie città tedesche. Mi sono subito resa conto che parlare quotidianamente una lingua non è come studiarla o usarla a scuola, gli “slang” e le forme dialettali o molto usate si possono apprendere soltanto vivendo sul posto. Ho imparato a distaccarmi dagli schemi grammaticali appresi durante le lezioni, a non pensare troppo agli errori che potrei commettere e…. a buttarmi! Come diceva la professoressa Cattani, bisogna fare una “full immersion” nella cultura e nella lingua di un popolo dimenticando, almeno in parte, ciò che si è imparato in aula. Colonia è stata una scelta casuale: in questa città vive un amico dei miei genitori e ci siamo rivolti a lui per un aiuto. La mia scelta altrimenti avrebbe potuto cadere su Amburgo, stupenda città che ho visitato pochi anni fa in occasione di un viaggio. Sono qui da quasi tre anni, lavoro come maestra in un asilo bilingue italo-tedesco e sin da subito mi sono trovata bene, non solo in ambito lavorativo, ma anche nella vita quotidiana, nonostante qualche iniziale difficoltà dovuta alla mia inesperienza a vivere da sola. Fortunatamente qui tutto è molto efficiente, dall’ufficio postale alla banca, dove non ho mai incontrato file, ai mezzi pubblici che sono raramente in ritardo: se così fosse, non si rischia di arrivare tardi al lavoro, dal momento che chi di dovere provvede subito a rimediare, trovando una soluzione alternativa al disagio. Mi piace pensare ai tedeschi come agli ingranaggi di un orologio, funzionano tutti assieme, ognuno conosce il compito che deve svolgere e lo fa al meglio e, se si dovesse rompere uno di questi ingranaggi, anziché bloccarsi, si interviene subito a riparare ciò che è rotto. Colonia è una città bellissima, non solo dal punto di vista architettonico, è bella e coinvolgente in particolar modo per la multiculturalità che la caratterizza; gli stranieri sono ben integrati e ci sono così tante razze diverse che sembra che mezza Europa si sia data appuntamento qui. I tedeschi, almeno a Colonia, a discapito dei pregiudizi, accettano le persone di tutte le culture e provenienze e, secondo me, si deve tutto questo alla storia che questo popolo ha avuto e vissuto: si pensi a quello che è successo nel periodo del muro di Berlino o nel corso della seconda guerra mondiale. Per loro la storia è stata maestra. Trovo che le persone siano di mentalità aperta, molto più aperti rispetto a noi italiani che rischiamo di fare distinzioni anche fra noi tra chi viene dal sud e chi dal nord Italia. Questo a Colonia non succede, tutti si sentono parte di un´unica nazione, nel bene e nel male. Vivendo a Colonia la prima cosa che ho notato è che le persone, giovani e meno giovani, sono molto legate alle proprie origini e alla propria città: i ragazzi e le ragazze si definiscono “Kölsche Jungs e Kölsche Mädchen”, letteralmente “Ragazzi e ragazze di Colonia” e non capita mai che si dimentichino di festeggiare un avvenimento importante per la tradizione della loro città. È questo ciò che mi piace di più di loro: il senso del patriottismo si tocca con mano e si respira ad ogni occasione, la maggior parte della gente non cambierebbe Colonia per nessun´altra città al mondo. Sarebbe bello se anche noi italiani la vedessimo come loro. Sarei curiosa di vedere cosa salterebbe fuori se si unissero i caratteri del popolo italiano con quelli del popolo tedesco, dato che entrambi avrebbero da imparare molto l´uno dall’altro: ad esempio unire la precisione dei tedeschi alla mancanza di organizzazione di noi italiani, oppure la nostra spigliatezza alla rigidità tedesca. Forse da questi due popoli con caratteristiche quasi opposte verrebbe fuori un bel mix, quasi perfetto. Roberta».