“Sull’anfiteatro sepolto intervenga la Regione”

437

“La Regione Emilia Romagna ponga fine a uno degli errori più grandi fatti da chi ha amministrato il nostro territorio: il totale disinteresse nei confronti dei resti di un anfiteatro romano rinvenuto nel 1870 a Imola e che oggi è sepolto sotto le fondamenta di numerose abitazioni”. A riportare d’attualità lo scandaloso seppellimento dell’antico anfiteatro avvenuto per decisione dell’amministrazione comunale imolese nel 1960 è il consigliere regionale della Lega Daniele Marchetti con un’interrogazione alla giunta regionale. Tra via Casoni e via Guidaccio, oltre cento metri di lunghezza e 80 di larghezza, un muro di cinta che superava i 3 metri di spessore e la particolarità di possedere in origine una struttura di elevazione in legno poggiata sulla muratura, l’anfiteatro è un unicum. Risalirebbe al primo secolo dopo Cristo, e a farlo venire alla luce furono i lavori di livellamento agricolo condotti nel 1870. Aggirato il vincolo archeologico, “per i vantaggio di pochi”, come scrive Alessandra Gambetti Bizzi nella bella monografia L’anfiteatro romano di Imola (2014), la più imponente testimonianza di epoca romana presente a Imola fu vittima dell’urbanizzazione selvaggia. Ed ora a ricordarne la presenza ci sono solo degli anonimi cartelli. “Ma come fu possibile seppellire un bene archeologico con una edificazione selvaggia e per di più con il benestare di tutti gli organi preposti? – chiede Marchetti -. Sono invece convinto sia necessario monitorare lo stato di tale anfiteatro e di preservare questi beni, perché chissà, magari in futuro, ci sarà la possibilità di farne tornare alla luce almeno una parte. Oggi – continua – sull’area dove vennero rinvenuti i resti dell’anfiteatro romano, sono presenti numerose abitazioni mentre il Psc vigente del Comune di Imola individua l’area come complesso archeologico. Alla luce di tutto questo – conclude l’esponente del Carroccio – chiedo alla giunta se sono mai stati effettuati studi per individuare l’esatta posizione dell’anfiteatro e se esistono tecniche di studio per verificare lo stato di conservazione attuale del bene archeologico”.

Nella foto: Area della città con la ricostruzione dell’anfiteatro romano laddove si trova sepolto.