“Grave situazione nelle case di riposo del territorio”

225

Colazioni con porzioni minime, minestre in brodo allungate con l’acqua, ‘alzate’ fatte durante la notte, bagni ridotti in maniera drastica, financo l’impiego di pannoloni di “scarsa qualità” e “cambiati con scarsa frequenza”.
Non fanno nomi, ma sono accuse pesanti quelle che arrivano dai sindacati contro i “disservizi delle case di riposo” che Cgil e Uil precisano essere sul territorio del circondario imolese. La denuncia, spiegano, deriva da “quanto appreso dopo diverse segnalazioni da parte dei parenti di utenti delle strutture protette del circondario imolese, che hanno trovato conferma sia attraverso i dipendenti che in un recente confronto con i gestori in appalto”.
“Siamo venuti a conoscenza – scrivono le organizzazioni sindacali in un comunicato congiunto sottoscritto anche dalle categorie di pensionati e funzione pubblica – di strutture in cui la colazione agli utenti è limitata a 150 ml di latte e 7 biscotti a persona, un razionamento inaccettabile sia dal punto di vista sociale che morale… che le pietanze liquide, a seconda delle necessità, subiscono un ulteriore trattamento di allungamento attraverso aggiunta di pura acqua. Ci risulta anche che vengano utilizzati pannoloni di scarsa qualità e cambiati con scarsa frequenza. Tutto ciò è inammissibile, tanto più se consideriamo i costi complessivi per questi servizi e i cospicui contributi dei Comuni del circondario imolese che dovrebbero garantire una eccellenza nella qualità del servizio erogato. Queste situazioni – proseguono Cgil e Uil – creano due vittime: gli utenti ed il personale stesso, costretto a malincuore all’applicazione delle direttive aziendali restrittive che comportano, ad esempio, ‘alzate’ dell’ospite in orari assurdi, anche notturni”.
Ulteriori segnalazioni, “puntualmente da noi verificate”, riferiscono che nell’ambito di queste restrizioni sia stato diminuito drasticamente il numero dei bagni programmati per l’igiene personale, oltre al rischio delle piaghe da decubito dovute ad una scarsa movimentazione.
“Questo non è accettabile, da mesi tali segnalazioni si susseguono ed oggi hanno trovato conferme”.
I sindacati precisano poi come “nonostante le nostre continue sollecitazioni in merito alle verifiche ed ai controlli sulle strutture accreditate, non abbiamo ricevuto riscontro dalle istituzioni e l’avvio dei Comitati consultivi misti continua a giacere in un cassetto”.