Crisi dell’ortofrutta. “La politica locale deve intervenire”

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In Emilia Romagna il settore dell’ortofrutta si è notevolmente ridimensionato: 21.000 ettari di frutteti in meno e 5 milioni di quintali di produzione ortofrutticola persi, che equivalgono a 20.000 posti di lavoro in meno nella filiera agroalimentare.
Dopo otto, nove anni di forte difficoltà e quindici anni di sofferenza nei prezzi della frutta, questa è la “drammatica” situazione del settore denunciata dal presidente della Cia imolese Giordano Zambrini e dalla Cia di Bologna Marco Bergami. Che, riferiscono dall’associazione degli agricoltori, “assieme si sono fatti portavoce di un forte malcontento evidenziato dagli organi direttivi della stessa organizzazione ma anche, e soprattutto, degli stessi soci Cia”. Anni di sofferenza nei prezzi, ma anche una perdita di Plv che ha radici lunghe: “Tutto questo deve far riflettere la politica locale… Come sindacato – proseguono dalla Cia di Imola e Bologna– è illusorio che possiamo veicolare scelte. Possiamo aprire dibattiti, ma il fare è in capo a chi amministra e dirige”.
La situazione è drammatica e alla politica locale si chiede di dare indicazioni anche in relazione ad un’evoluzione del sistema cooperativo. La desertificazione del territorio costringe le singole cooperative a snaturarsi, comprimendo sempre più i prezzi alla produzione al ribasso incapaci a coprire i costi di produzione. Assistiamo quindi da anni a una spirale che non trova soluzione, che non offre risposte alle aziende socie. In uno scenario così difficile, sottolinea ancora, Zambrini, “occorre arrivare ad un modello di rappresentanza politico-sindacale aggiornato con questa nuova fase che stiamo vivendo. I prodotti non cambiano prezzo in base all’associazione di appartenenza, va ripensato tutto il sistema”.