«Caro Daniele, la mia delega è a tua disposizione»

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Caro Daniele,

quello che leggo nella cronaca delle ultime settimane è bruttino. Non tanto per quello che si suppone su di me, ma proprio per il merito della questione che viene posta. Come se il giudizio sul mio lavoro dipendesse non da quello che ho fatto e faccio, ma dall’essere collocato o no all’interno del PD. Come dire: si dice una cosa che si sa essere non vera per affermare una cosa senza dire perché.
Ma è evidente che quei colpi, quegli argomenti, quelle richieste non stanno nelle cose per quello che tu ed io vogliamo e vorremmo che fossero. Ora, chiamato in causa con tanta insistenza, dico che al centro della nostra collaborazione, al centro della tua opera di governo, c’è Imola. Cosa siamo stati, quel che siamo e quel che intenderemo essere nel prossimo futuro altro non è che lo strumento, speriamo efficace, perché quell’opera si realizzi.
Credo che il ripensamento delle deleghe o la mia uscita dalla giunta, non debba seguire la baruffa, ma rilanciare obiettivi, perfezionare percorsi, ottimizzare strumenti. Ecco perché ti scrivo, per parlare di futuro. So che la cosa ti intriga.
Io vengo da esperienze dirigenziali nella Pubblica Amministrazione, all’estero in multinazionali e prima ancora in Sacmi e in Ferrari. Quando mi è stato chiesto di far parte della tua giunta, ho provato prima stupore, poi imbarazzo e infine paura, perché da fuori si fa presto a criticare, ma quando ti dicono “tocca a te” cambia tutto. Il tuo approccio molto deciso a cambiare, al cambiare per migliorare, mi ha convinto. Come al Comune di Firenze e al Comune di Torino, anche qui molte risorse da motivare con pochi strumenti (è il problema vero della Pa in Italia, pochi strumenti incentivanti e nessuno strumento punitivo).
Diciamo che una volta sceso in campo ho trovato anche belle sorprese, cose di cui non si parla mai abbastanza. La Azienda pubblica qui da noi è una bella e credo importante sorpresa.
È, come spesso dici, unica. Una realtà di eccellenza assoluta a livello italiano e anche internazionale. A livello di governance e assetto societario e con risorse umane di assoluto valore. Lo dico con sincerità e senza paura di creare imbarazzi: nella Pubblica Amministrazione spesso prevale l’incompetenza e la rendita di posizione. Non qui. Le difficoltà e gli errori non è che non ci siano o non ci siano stati, ma tu, il tuo governo, avete affrontato le questioni, avete attrezzato la risposta e compiuto il cammino necessario. Per un tratto, fin qui, sono stato attore e testimone del lavoro, del risultato.
È stato importante ed istruttivo. Non sto a ricordare a te i cantieri aperti, le scelte, gli indirizzi. Intanto intorno a noi il nostro Paese cambia. È il mondo a preoccuparci. Sono i nuovi assetti istituzionali, le trasformazioni che impongono un terreno fondamentale per il prossimo futuro. Tu di questo ti occupi, tu di questo parli quando riferisci il peso e l’importanza del Piano degli Investimenti prossimi venturi, quando indirizzi il bilancio che tra poche ore presenterai alla città. Di questo parli quando ti confronti con ognuno di noi per un potenziamento della tua Giunta riferendo della priorità che assume il buon governo dell’Area metropolitana.
Allora voglio tu sappia che ti sono grato, che ti sono amico e che la mia delega è a tua disposizione, convinto come sono che il mio ruolo è stare vicino al futuro del nostro territorio e mi dispiace che altri pensino che io sia solo la pedina di una partitina. Dovranno convincersi che così non è.

Con affetto

Mirco Cantelli