«Eravamo quattro amici al bar». Il presidente Maurizio Casadio racconta la nascita di Cambio Binario

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«Eravamo quattro amici al bar…». La racconta così, scherzando, Maurizio Casadio, la nascita dell’associazione Cambio Binario di Cotignola, di cui è presidente. Ma al di là della battuta, il senso è questo. Prendi un gruppo di amici uniti dalla passione per la cultura e il teatro, dalla voglia di prendersi cura del proprio territorio e, perché no, di trasmettere tutto questo alle successive generazioni. Mettili insieme e dai loro un luogo in cui ritrovarsi. «Ed ecco che, nel 2012, l’associazione Cambio Binario si costituisce e prende vita» spiega Casadio. Hanno preso in mano il teatro Binario – un tempo deposito ferroviario di Cotignola – «con la volontà di valorizzarlo, renderlo centro della città, farlo crescere». E, passo dopo passo, hanno dato vita a laboratori, eventi musicali, rassegne teatrali, tra cui Sipario 13, giunta quest’anno alla sua terza edizione. La stagione, che ha preso il via il 30 gennaio, prosegue l’8 febbraio alle 17.30 con lo spettacolo Otto donne, della compagnia ravennate Luigi Rasi. Questa nuova stagione targata Cambio Binario, patrocinata dal Comune di Cotignola, comprende in tutto otto appuntamenti che andranno fino ad aprile. «Sipario 13 – spiega Nicoletta Ancherani, direttore artistico della rassegna – strizza l’occhio alla contemporaneità, dà largo spazio alla commedia e coniuga professionismo a nuove proposte, nomi del panorama nazionale a giovani che trovano in questo luogo unico e più intimo, rispetto ai teatri limitrofi, occasione di nuova linfa creativa». Sul palco, da qui ad aprile, si alterneranno così nomi noti – dalla comica Barbara Foria direttamente da Colorado Cafè, a una grande interprete del teatro italiano, l’attrice Paola Quattrini – e compagnie del territorio, con grande spazio ai giovani. Tra i vari gruppi, saliranno sul palco, il 22 marzo, i ragazzi del liceo di Lugo (indirizzo classico) con una Medea contemporanea. «Vogliamo dare a questi gruppi emergenti – commenta Casadio – la possibilità di farsi spazio nel mondo del teatro, di avere un luogo in cui esibirsi, di crescere. Non sono solo i grandi nomi a dare luogo a grandi spettacoli. Anche i giovani attori hanno molto da offrire al pubblico». Così l’ex deposito ferroviario, che un tempo era uno spazio per lo scambio di merci, «sempre luogo di scambio resta – spiega il presidente dell’associazione – ma oggi di cultura». La volontà, infatti, è sempre stata quella di non snaturare lo spirito del luogo, ma semplicemente valorizzarlo e adattarlo al nuovo uso. Tanto che a primavera «partiranno alcuni lavori per recuperare due vagoni accanto al teatro. Uno diventerà una caffetteria, l’altro il foyer del teatro». La voglia di fare e il fermento, certo, non mancano. «Siamo un cantiere sempre aperto – racconta Casadio -. Cambio Binario conta una trentina di associati, ma sono molte di più le persone che arrivano, passano, danno il loro contributo. Tutti possono partecipare e noi siamo sempre disponibili ad accogliere nuove persone e nuove proposte. Abbiamo tra noi anche tanti giovani, che organizzano, per esempio, eventi musicali. Siamo molto soddisfatti – continua – dei risultati raggiunti. È bello vedere come, in un’era in cui la tecnologia porta a isolarsi, sia possibile riscoprire, grazie alla cultura, al teatro, all’arte, il piacere di stare insieme». In tempi di crisi, però, si sa, non è mai facile promuovere teatro e cultura. L’associazione Cambio Binario come supera questa difficoltà? «Si trova un punto di incontro con le compagnie che ospitiamo – risponde il presidente -, abbiamo un contributo da parte dell’amministrazione comunale e, ultimo ma non meno importante, possiamo contare sull’aiuto di molti volontari che ci permettono di abbattere molti di quelli che potrebbero essere i costi di gestione di un teatro». È proprio vero, dunque, che tante piccole gocce possono formare un oceano.