Scuola, lavoro e impresa, immigrazione stabile

Massa Lombarda e Conselice sono i comuni del nostro territorio dove l’incidenza è più alta. Nati in Italia il 54% degli studenti di cittadinanza non italiana. Tra contributi e fiscalità la presenza degli stranieri vale oltre un miliardo e 400mila euro.

Messaggio promozionale

 

A Faenza vivono più stranieri che a Imola, 6.995 contro 6.990, quindi di poco, ma sono di più. Mentre è a Massa Lombarda e a Conselice, tra i 16 comuni del territorio della diocesi imolese, che si trova la più alta incidenza di stranieri sul totale dei residenti: rispettivamente il 17,7% e il 15,8%.
Sono alcune delle indicazioni numeriche emerse dal dossier statistico immigrazione Rapporto Unar curato dal Centro studi e ricerche Idos in collaborazione con l’Osservatorio regionale sul fenomeno migratorio della Regione Emilia-Romagna, presentato alla sede della Provincia di Bologna.
Mentre il dibattito sullo Ius soli, il diritto alla cittadinanza di coloro che sono nati su suolo italiano da genitori stranieri, è nell’agenda della politica, il rapporto rivela come in Emilia-Romagna nell’ultimo anno il numero di persone che hanno ottenuto la cittadinanza italiana sia cresciuto in maniera considerevole (+62,3% rispetto all’anno precedente). Cresce il numero degli studenti stranieri, delle imprese individuali con titolare straniero, l’incidenza percentuale dei nuovi nati e dei lavoratori occupati.
Dall’indagine a cura dell’Osservatorio sul fenomeno migratorio della Regione, risultano 536.022 gli stranieri residenti (all’1 gennaio 2014), pari al 12% del totale. Dato, questo, che pone l’Emilia-Romagna al primo posto fra le regioni italiane per tasso di incidenza (il dato medio nazionale è dell’8,1%), nonostante un lieve decremento rispetto all’anno precedente (547.552). I minori stranieri rappresentano una quota significativa della popolazione: sono 123.704 e costituiscono il 17,4% del totale dei minori residenti e il 23,1% del totale degli stranieri residenti.
La stabilità del fenomeno migratorio in Emilia-Romagna è evidente da una maggiore presenza di persone titolari di permessi di soggiorno Ce di lungo periodo: passano dalle 217.495 (gennaio 2011) alle 281.361 (gennaio 2014). L’incremento riguarda anche l’incidenza dei soggiornanti di lungo periodo sul totale dei permessi concessi, che passano dal 49,0% al 59,9%. Significativo è anche l’aumento del numero di persone che hanno acquisito la cittadinanza italiana. Nel 2013 i nuovi cittadini sono 14.193, con un incremento rispetto all’anno precedente del +62,3%. Cresce anche l’incidenza dei nuovi nati con entrambi i genitori stranieri sul totale dei nati (24,6% nel 2013 rispetto al 24,4% del 2012). Il fenomeno di crescita, va però inquadrato in un contesto complessivo di calo delle nascite che ha riguardato sia i nati italiani, sia quelli con entrambi i genitori stranieri (per gli stranieri si passa dai 9.587 nati nel 2012 ai 9.370 del 2013).
I comuni emiliano-romagnoli che superano il 10% dei residenti stranieri passano dai 22 del 2004 ai 165 del 2013 sui complessivi 340, con Galeata (Forlì-Cesena) al 23,1%, Luzzara (Reggio Emilia) e Castel San Giovanni (Piacenza) al 21,2% e altri 34 comuni con valori percentuali compresi fra il 15 e il 20%. I principali Paesi di provenienza degli stranieri residenti sono, nell’ordine, la Romania (14,7%, in aumento rispetto al 14,3% dell’anno precedente), il Marocco (13,1%, negli ultimi anni in leggero calo), l’Albania al 11,7% pressoché stabile.
La scuola
Nell’anno scolastico 2013/2014 l’Emilia-Romagna ha accolto 93.434 studenti stranieri. Si conferma così al primo posto fra le regioni italiane per incidenza di alunni stranieri (15,3% del totale, a fronte di una media nazionale del 9%). Un dato cresciuto ulteriormente rispetto al 15% dell’anno scolastico 2012/2013; si consideri che nell’anno scolastico 2008/2009 il valore percentuale era inferiore al 13%. In particolare, rispetto a questo dato medio, si evidenziano valori più elevati nella scuola primaria (16,5%), in quella dell’infanzia (16,4%) e anche nella secondaria di primo grado (15,9%). Un indicatore di consistente radicamento nel territorio è rappresentato dai nati in Italia, sono quasi 51.000 pari al 54,5% degli alunni stranieri iscritti alle scuole di ogni ordine e grado. Si tratta di un dato in marcato incremento rispetto al 50,2% dell’anno scolastico precedente.
I lavoratori stranieri
Nel corso del 2013 la banca-dati Inail ha registrato 343.987 lavoratori dipendenti stranieri occupati in Emilia-Romagna, che significa il 19,4% dei lavoratori complessivi. Il valore assoluto è in lieve flessione rispetto a quello registrato lo scorso anno: il calo dell’occupazione ha colpito anche la forza lavoro straniera. Oltre la metà (52,2%) degli occupati stranieri lavora nel macro-settore dei servizi. Seguono l’industria (32,7, in flessione di oltre due punti percentuali rispetto all’anno precedente) e, in lieve crescita, l’agricoltura (10,2%).
Le imprese
Le imprese individuali con titolare straniero sono oltre 35.700 e costituiscono l’8,5% del totale delle imprese attive in regione. I principali settori economici sono le costruzioni (44,0% del totale delle imprese con titolare straniero), il commercio (25,1%), le attività manifatturiere (11,0%) e i servizi di alloggi e la ristorazione (5,7%).
La fiscalità
L’apporto dei lavoratori stranieri è importante non solo sul versante produttivo, ma anche su quello fiscale, contributivo e dei consumi. Secondo i dati elaborati dall’Agenzia socio-sanitaria regionale i lavoratori stranieri percepiscono un reddito medio di 1.019 euro netti al mese con una differenza di 318 euro medi in meno rispetto ai lavoratori italiani (meno 23,7%). L’ammontare economico contributivo generato dal lavoro degli stranieri risulta di oltre 900 milioni di euro, mentre il gettito fiscale complessivo dei lavoratori stranieri si può valutare in oltre 500 milioni di euro, per un totale di oltre 1 miliardo e 400 milioni di entrate.

Messaggio promozionale
Pubblicità