Nuovo direttivo per Fondazione Dozza Città dArte

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Il sindaco Albertazzi ha scelto Simonetta Mingazzini (presidente), Francesca Grandi e Fabrizio Grisoni

Dopo 10 anni esatti dalla nascita

della Fondazione Dozza città d’arte l’amministrazione comunale guidata da Luca Albertazzi ha deciso di rivedere la direzione dell’ente. Il neo sindaco si è guardato attorno, tra residenti nel territorio, e alla fine ha scelto il nuovo consiglio direttivo formato dalla presidente Simonetta Mingazzini, già candidata a sindaco nel 2004 e nel 2009 con i civici di Uniti per Cambiare, Francesca Grandi e Fabrizio Grisoni. «Anzitutto voglio ringraziare il presidente Varni e tutto il consiglio dimissionario – ha esordito il sindaco Albertazzi – per il lavoro svolto in questi anni. Lo ringrazio anche per  la disponibilità a continuare la collaborazione con lui e con l’Istituto Beni Culturali. Auguro buon lavoro a Simonetta Mingazzini e al nuovo direttivo. Il lavoro da fare è importante per tutta la comunità dozzese».

«Ringrazio il sindaco per la fiducia che mi ha concesso – è intervenuta la Mingazzini – e sono molto contenta di avere dei compagni di viaggio come Fabrizio per la sua competenza manageriale ed ex assessore alla cultura e Francesca per la sua vasta specializzazione ed esperienza in arte, storia e cultura. Dozza – ha continuato Mingazzini – può vantare un patrimonio monumentale e artistico di notevole valore, la sede dell’Enoteca regionale dell’Emilia Romagna, un paesaggio ed una collocazione invidiabili, tradizioni locali ed una enogastronomia d’eccellenza: sono tutte risorse che, se gestite in modo intelligente, possono davvero creare valore per le attività economiche di Dozza e di Toscanella, offrire occupazione, attrarre turisti, essere inseriti in circuiti turistici virtuosi, anche internazionali».
La presidente Mingazzini dimostra di avere le idee chiare per quello che sono le linee programmatiche della nuova gestione: «L’attività ordinaria della Fondazione dovrà arrivare ad autofinanziarsi per non gravare più sul bilancio comunale e dovrà riflettersi positivamente sulle attività commerciali e produttive legate ai flussi turistici. Potremo rivitalizzare la Rocca e creare indotto alle attività economiche attraverso appuntamenti culturali fissi, coltivando contatti e sinergie all’esterno. Altro punto indispensabile è attuare l’articolo 13 del nostro statuto, peraltro finora ignorato, cioè costituire l’assemblea dei sostenitori, quale organo propositivo e di collegamento con quanti vorranno associarsi: imprese, privati cittadini, attività commerciali, associazioni di categoria, banche, chiunque vorrà scommettere e investire sulla cultura per valorizzare patrimonio e territorio. Un obiettivo ambizioso, in cui crediamo e in cui metteremo il massimo impegno».
Quali sono i primi passi della Fondazione? Dalla Rocca rispondono prontamente che «le idee e le proposte sono numerose e interessanti». In programma c’è già la mostra di calzature femminili dell’archivio Renato Manzoni il 18 ottobre. Si è comunque già al lavoro per due nuove iniziative, “Fantastika” in Rocca dal 27 settembre al 5 ottobre che sarà realizzata grazie a Ivan Cavini, e un’altra mostra sarà inaugurata l’11 ottobre in collaborazione con la Fondazione Luciano Bertacchini. «La Fondazione sarà autonoma rispetto al Comune ma agirà in completa sinergia con esso – ha precisato il sindaco Albertazzi – le competenze e le esperienze maturate negli anni dai nuovi membri del consiglio direttivo sono oggettive e costituiscono una buona base di partenza per il lavoro di squadra che Fondazione e amministrazione comunale dovranno fare insieme».