LA SFIDA DEL SINODO

La relazione finale (Relatio Synodi) del Sinodo dei vescovi su Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione traccia un percorso di continuità con il Concilio Vaticano II e soprattutto è un passaggio importante in preparazione al prossimo Sinodo previsto in ottobre 2015, sempre sulla famiglia.
Il Sinodo straordinario, voluto fortemente da papa Francesco, ha affrontato temi spinosi e rilevanti per l’evangelizzazione, con problematiche e rilevanze diverse nel mondo.
Se nel mondo occidentale, per esempio, il tema della comunione a divorziati e risposati è molto sentito e all’ordine del giorno, soprattutto sui media, in altri Paesi lo sono nella medesima misura la poligamia o i matrimoni misti.
Papa Francesco ha subito suggerito ai padri sinodali di parlare chiaro per farsi capire.
Il metodo ha certamente creato frizioni e tensioni, ma proprio questo anno di transizione aiuterà tutti a riflettere con attenzione sui temi, senza allontanarci dal deposito della fede e vedendo nell’altro la presenza di Gesù.
È molto importante che i vescovi convocati a Sinodo abbiano potuto, anzi dovuto, esprimersi e confrontarsi. Potremmo quasi dire che i vescovi dal timore di parlare siano passati al timore di tacere. Sicuramente è stato un grande appuntamento e ne troverà giovamento tutta la Chiesa, chiamata a camminare insieme e a confrontarsi, attraverso la Relatio Synodi, per scrutare il disegno di Dio sugli uomini.
La relazione sinodale, che attraverso nuove domande sarà ripresa nelle Chiese locali, inizia ringraziando il Signore «per la generosa fedeltà con cui tante famiglie cristiane rispondono alla loro vocazione e missione», con la consapevolezza che nel cammino è possibile incontrare ostacoli, incomprensioni e sofferenze. «A queste famiglie va l’apprezzamento, il ringraziamento e l’incoraggiamento di tutta la Chiesa e di questo Sinodo» confermando che «la famiglia è veramente “scuola di umanità” (cf. Gaudium et Spes, 52) di cui si avverte fortemente il bisogno» (Relatio Sinody n. 2).
Al punto numero 4 viene indicato il metodo utilizzato: prima di tutto «l’ascolto, per guardare alla realtà della famiglia oggi, nella complessità delle sue luci e delle sue ombre; poi lo sguardo fisso sul Cristo per ripensare con rinnovata freschezza ed entusiasmo quanto la rivelazione, trasmessa nella fede della Chiesa, ci dice sulla bellezza, sul ruolo e sulla dignità della famiglia; e infine il confronto alla luce del Signore Gesù per discernere le vie con cui rinnovare la Chiesa e la società nel loro impegno per la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna», suggerendo pertanto delle prospettive pastorali.
* coniugi responsabili dell’Ufficio diocesano
per la pastorale della famiglia

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