CUSTODIRE INSIEME IL PAESAGGIO

Il convegno dell’associazione Gipiesse promosso dal Con.Ami a Borgo Tossignano, è stata un’occasione di confronto tra professionisti, istituzioni ed imprese su rischi idrogeologici e valorizzazione del territorio. Tema attuale dopo la piena del 20 settembre  (ma il convegno è stato ideato prima). Ripercorrendo la storia del rapporto tra fiume e territorio (con l’applauditissima lezione del professor Vai) sono emersi gli errori del passato, le cause della recente piena e gli scenari futuri. Sappiamo bene che i processi naturali sono ciclici, anche il clima: ne è testimone la Vena del Gesso, di cui qui abbiamo affioramenti unici al mondo. Ma ciclico è anche il rapporto tra uomo e natura, per secoli caratterizzato da timore, dedizione, cura e rispetto. Con la modernità è prevalsa la volontà di dominio, la fiducia illimitata nella tecnica e nello sviluppo. Il modello economico che ne è derivato – più o meno consapevolmente – ha sacrificato il paesaggio. Oggi ne paghiamo il conto. Ma è possibile una nuova svolta verso la cura e la salvaguardia del creato? Oggi la tecnologia offre la possibilità di ristabilire un rapporto corretto con la natura. In questi giorni abbiamo sentito professionisti, imprese, aziende agricole ed agriturismi – ben supportate dall’Ente Parco – che credono in un’economia sostenibile (ed in crescita perché risponde alla domanda di vero benessere). Hanno mostrato interventi di fonti energetiche rinnovabili, sistemi di monitoraggio, riqualificazioni di edifici e paesaggi, già realizzati nel nostro territorio. È utopia pensare che questa green economy contribuisca alla rinascita di un territorio oggi così in difficoltà? Penso di no, ritengo necessario “soffiare sul fuoco” che si è già acceso “dal basso”, dalla società. Un motivo c’è se la famiglia Rockfeller abbandona il petrolio ed investe sulle rinnovabili.
Concretezza, chiedeva Manara, presidente del Con.Ami che ha mostrato di credere molto in questo percorso. Sono emerse tre cose da fare subito: un “tavolo sostenibilità” del Circondario (promotrice il sindaco di Borgo Clorinda Mortero presente con grande attenzione a tutto il convegno); la progettazione partecipata di opere di riequilibrio del Santerno; il Contratto di Fiume, patto tra stakeholders per promuovere e valorizzare la Vallata.
Su questi temi gli approcci esasperati dal basso o calati dall’alto sono ideologici e destinati a fallire. Perciò è necessario fare insieme, dando spazio al prezioso contributo di ciascuno. Dopo questo convegno siamo sulla buona strada.
* presidente Ordine dei geologi dell’Emilia Romagna

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