Sonia vola a Londra a far la parrucchiera

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Sono sempre più frequenti i casi di giovani che decidono di trasferirsi all’estero, magari non per sempre, per migliorare la conoscenza di una lingua straniera, spinti dalla voglia di cambiare prospettive, di esplorare spazi diversi, e anche dalla precarietà del lavoro in Italia. È questo il caso di  Sonia Pennazzi, che ha trovato il coraggio di buttarsi in una nuova avventura.
m.ad.m.

«Ciao, sono Sonia Pennazzi, ho 38 anni, sono una parrucchiera. A Imola ho frequentato dopo la scuola media un anno all’Ipsia elettronica, poi la scuola da parrucchiera a Bologna. Nonostante il diploma non ho esercitato da subito questo mestiere, per alcuni anni ho lavorato in vari ambiti, dalla ceramica a un’azienda di elettronica e ho fatto anche la commessa. Poi, un po’ cresciuta… ho ripreso il lavoro per cui mi ero preparata, la parrucchiera, attività che amo a e che svolgo da una quindicina di anni. Inizialmente sono stata assunta a Bologna in un salone in franchising, Jean Louis David, e contemporaneamente ho frequentato corsi di aggiornamento e formazione nella sede David di Brescia, sia per imparare bene il mestiere che per aggiornarmi sulle nuove collezioni e tendenze moda taglio e colore. Nel 2008 ho aperto un mio negozio in Romagna, ma dopo circa quattro anni ho chiuso, non perché non avessi lavoro, ma perché purtroppo in Italia si lavora prevalentemente per pagare tasse e quant’altro, e non rimaneva molto a me per sopravvivere.
Ho fatto un’esperienza a Fuerteventura e mentre mi trovavo là ho spedito il mio curriculum via internet ad un sito gumtree inglese dove si possono trovare possibilità di lavoro, mi hanno risposto che ci sarebbe stata un’opportunità a Londra da novembre e quindi sono partita. Al mio arrivo nel negozio di parrucchieri in cui mi trovo ho fatto un solo giorno di prova e mi hanno subito accettata, grazie all’esperienza che ho maturato in 15 anni di attività. Il mio inglese è di primo livello, ma cresce via via, dato che oltre a praticarlo nella vita di tutti i giorni lavorativi e non, seguo dei corsi di lingua. Purtroppo senza un buon inglese si fa la gavetta, il mio stipendio ora è da apprendista, comunque mi trovo bene, anche se aspiro ad entrare in una delle varie grandi catene di parrucchieri che ci sono qua, con negozi bellissimi, ma a questo potrò arrivare solo quando la mia conoscenza della lingua sarà davvero buona. Come dicevo sono arrivata a Londra una decina di mesi fa, ho subito trovato una camera in affitto, anche se un po’ cara… Dopo un paio di mesi di lavoro pensavo quasi che la mia esperienza fosse terminata, sono rientrata in Italia per stare un po’ con la mia famiglia, quelli che considero i miei bambini, cani e gatti, ma il titolare dell’attività mi ha richiamata e sono tornata qui. Per mia fortuna la distanza da casa non è inaffrontabile e riesco periodicamente a tornare in Italia per non perdere il contatto con i miei affetti.
Il mio lavoro in Inghilterra riesce ad avere anche un aspetto artistico, cosa che mi dà soddisfazione, come pure l’opportunità di imparare bene la lingua. A parte il clima un po’ piovoso (ma mi pare che anche in Italia ultimamente il clima non sia stato esattamente estivo!) questo Paese mi piace, la gente nella maggioranza dei casi è gentile ed educata (qualche eccezione c’è, ma è così ovunque) e soprattutto è più alta la prospettiva di guadagno. Anche qui non sono tutte rose e fiori ma, a differenza che in Italia, si riesce a sopravvivere se ci si adatta un po’ e se non si ha la pretesa di diventare dei nababbi. Di casa mi mancano il mio fidanzato, per ora in Italia per vari motivi (ma chissà che un giorno non mi raggiunga), la mia famiglia, i miei cani e gatti, gli amici e un po’ anche la nostra ottima cucina.
Ovviamente penso spesso anche al mio salone, che non ho chiuso ovviamente con piacere, ma molto a malincuore, lasciando le clienti a cui ero molto affezionata. Non so fare previsioni sul mio futuro: intanto cerco di imparare bene la lingua e vivo alla giornata, andando… dove mi porta il vento! Visto che amo viaggiare e non amo invece fare progetti a lunga scadenza, vedrò cosa fare poi. Vivere alla giornata me lo ha insegnato la vita fino ad ora, e soprattutto il mio Paese, che non mi ha offerto molte garanzie di vita tranquilla, purtroppo. Ciao a tutti, Sonia».