La Casa della Carità di Lugo

Inaugurati i nuovi alloggi attrezzati destinati ad anziani con lieve non-autosufficienza e ai loro figli disabili. Il servizio non era presente sul territorio e si affianca al centro socio-riabilitativo e alla casa di riposo con cui condivide spazi comuni.
03/10/2014

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La Casa della Carità di Lugo, da oltre trent’anni, accoglie persone disabili o anziane sole ed ora, con un nuovo servizio, intende dare una risposta a bisogni della comunità, rimasti finora quasi nascosti.
Sorta nella seconda metà degli anni ’70 del secolo scorso, nel complesso immobiliare di via Cardinale Massaia, donato dai Padri Cappuccini alla Chiesa lughese, la Casa realizza – in forme consone all’attuale contesto sociale ed alle sue regole – il desiderio dei donatori che il loro convento divenisse un luogo di accoglienza e di aiuto per «ammalati, poveri e persone bisognose ed abbandonate». È intitolata a San Francesco d’Assisi proprio per ricordare la donazione da cui ebbe origine.
È un ente religioso che finora ha riunito in sé due realtà: un centro socio-riabilitativo residenziale per disabili (unica struttura della specie nel territorio dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna), dotato di 13 posti letto, con annesso centro diurno per 4 persone, e una casa di riposo per anziani, con 11 posti, che accoglie di norma persone sole o abbandonate. Ora apre anche una comunità alloggio, un servizio nuovo per il nostro territorio.
Questa possibilità è frutto di un importante intervento di recupero e valorizzazione dell’ultima ala dell’ex convento che era rimasta ancora nello stato originario; in essa, oltre agli ambienti destinati alla comunità alloggio, sono stati realizzati nuovi e più idonei spazi per la cucina, la dispensa ed il refettorio, a servizio dell’intera struttura.
Nella Casa, a beneficio degli ospiti dei vari settori, operano alcune suore infermiere della Congregazione Suore Ospedaliere della Misericordia di Roma, diversi operatori socio-sanitari, educatori ed ausiliari di cooperative sociali ed alcuni dipendenti dell’ente, con il supporto – in varie attività – di volontari, riuniti in apposita associazione.

Il centro socio-riabilitativo residenziale e il centro diurno per disabili (in corso di accreditamento)
È questo il campo in cui la Casa della Carità mosse i primi passi, accogliendo, inizialmente solo per qualche ora al giorno, un ragazzo reso disabile da un grave incidente stradale e che – con un atto di coraggio dei medici e della famiglia – usciva dalla rianimazione, dopo una lunga degenza. Attorno a quella presenza si sviluppò gradualmente l’attività della Casa e prese forma l’opera dei volontari.
Oggi il centro socio-riabilitativo residenziale, con i suoi 13 posti letto, rappresenta il settore più coinvolgente all’interno della Casa ed impegna la maggior parte delle risorse assistenziali, educative ed infermieristiche di cui essa dispone; pur essendo questa l’unica struttura residenziale per disabili nel territorio della Bassa Romagna, soltanto 10 dei suoi posti (di cui uno destinato al sollievo emergenze) sono convenzionati con l’Unione dei Comuni. Per uno degli altri 3 posti, occupato da un ospite proveniente da Russi, è stato recentemente raggiunto un accordo con l’Asp di Ravenna, mentre per gli ultimi due, riservati ad un ospite di Lugo e ad uno di Bagnacavallo, la Casa non percepisce alcun contributo pubblico.
Accanto al centro residenziale, e ben integrato con esso nelle attività quotidiane, vi è il centro diurno, in cui vengono accolti, dal lunedì al venerdì, 4 ragazzi disabili che verso sera rientrano in famiglia.

La Casa di riposo per anziani
Poco dopo l’avvio, in forma residenziale, del centro per disabili, la Casa aprì la sua porta anche agli anziani, allestendo una casa di riposo destinata soprattutto a persone sole o abbandonate, di modeste condizioni economiche, non in grado di sostenere la retta normalmente richiesta dalle strutture del territorio.
Attualmente la casa di riposo accoglie 11 anziani, che condividono con i disabili vari momenti di vita comunitaria; ognuno di essi contribuisce – per quanto gli è possibile – al proprio mantenimento ed assistenza. Si tratta di un servizio totalmente autogestito, che non gode di alcun contributo pubblico.

La comunità alloggio
È una formula di accoglienza nuova, che si affianca al centro socio-riabilitativo ed alla casa di riposo, servizi finora offerti dall’ente, coi quali potrà condividere momenti di integrazione e di vita comunitaria. Dispone di 12 posti letto (tutti attrezzati per disabili, secondo le norme regionali di settore) ed è destinata ad «anziani non autosufficienti di grado lieve», ma sarà aperta anche a persone che accompagnino un famigliare adulto bisognoso di sostegno, come – ad esempio – un genitore anziano con figlio disabile. Per consentire questo tipo di accoglienza, alcuni posti sono inseriti in mini appartamenti.
Questo nuovo servizio, come già avviene per la casa di riposo e per 2 dei 13 ospiti del centro socio-riabilitativo, non godrà di alcun sostegno pubblico e si dovrà reggere, quindi, sull’autofinanziamento e sulla solidarietà della gente.
Anche per questi motivi – ma non solo – la Casa della Carità porta questo nome.

Tre realtà integrate
La nuova comunità alloggio, pur avendo caratteristiche sue proprie, non costituirà un’isola a se stante, ma potrà integrarsi con gli altri settori della Casa, arricchendo ulteriormente le opportunità di vita comunitaria che costituiscono un’importante ed apprezzata peculiarità della struttura. Nella Casa, infatti, oltre alle attività specifiche rivolte agli ospiti di ogni settore, molti momenti della giornata sono organizzati e vissuti in forma comunitaria, per favorire la vita di relazione e gli atteggiamenti solidaristici tra persone di età diversa e con vari gradi di difficoltà.
Con la comunità alloggio, questo stile di convivenza avrà nuove possibilità di affermarsi, sempre nel rispetto delle persone e nei limiti determinati dalle difficoltà in cui esse possono trovarsi.

Esiste un problema economico-finanziario?
La Casa della Carità non si è mai sostenuta da sola ed anche in questa occasione ha affrontato il forte investimento (pari a circa 2.400.000 euro) richiesto per la realizzazione della nuova ala, soltanto grazie al generoso contributo di persone ed enti che hanno apprezzato l’iniziativa e che, in varia misura, ne hanno condiviso l’impegno finanziario. Restano tuttavia da coprire circa 300.000 euro.
Non sono, però, soltanto le esigenze create da questo forte investimento a rendere necessario il sostegno di enti, aziende e semplici cittadini; anche la gestione ordinaria, per la natura stessa della Casa della Carità, che accoglie persone non in grado di sostenere una normale retta, è costantemente in deficit!
Peraltro, senza l’aiuto della Provvidenza, che si è tradotto nella generosità di molti, quanto è stato fatto in oltre trent’anni non sarebbe stato possibile; è sulla base di questa esperienza che la Casa della Carità continua ad aprire i battenti ogni giorno! Se vogliamo che continui a farlo, occorre che la carità, anche in senso materiale, entri stabilmente nei cosiddetti “fattori della produzione”. È una questione che riguarda tutti.
*Vicepresidente Casa della Carità di Lugo

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